Si sono ritrovati dopo….40 anni da quel mitico successo

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E’ stata veramente una bella e significativa cerimonia, con quei ragazzi “Mitici” che si sono ritrovati a distanza di 40 anni dal successo che li vide protagonisti nell’allora Campionato di serie D,1978-1979,  vinto assieme al Città di Castello, per approdare, prima volta nella storia del calcio a Sansepolcro, in serie C2.
L’appuntamento ha riportato in città, per la prima volta, i bianconeri di allora presenti a Palazzo delle Laudi, sede Municipale, dove il sindaco Mauro Cornioli e la sua Giunta, hanno reso omaggio, con un significativo attestato di benemerenza a “ragazzi” che ottennero quel successo e che gli sportivi si augurano possa, quanto prima, ripetersi. Giustamente ricordate anche le figure di chi, purtroppo, non c’è più, l’allenatore Silvano Grassi, il ds Efrem Dotti, il massaggiatore Emilio Mattei, il segretario Domenico Robustelli, il medico sociale, dottor Pietro Nucci, in un unico grande applauso.
squadra sala consiliarePresenti a Palazzo delle Laudi anche i due capitani storici del Città di Castello, Mambrini e Tosti, che assieme a Ciolfi, Giulianini, Tricca, Becci, Chiasserini, Mearini, Tellini, Testerini, Bonfante, Facchin, Magara, Barculli, Rossi, Balducci, Bruscaglia, Berghi, hanno festeggiato, con il dirigente Guazzolini, ricordando quei magici momenti.
Dopo la significativa cerimonia, con racconti inediti, ma soprattutto, tanta amicizia, “quei ragazzi” si sono trasferiti allo Stadio Buitoni teatro di tanti ricordi e…battaglie sportive, per poi essere, tutti assieme, al Ristorante Enoteca Berghi, dal Grigino, per la bella cena servita in uno dei locali storici della città, dandosi appuntamento al 2021, anno del centenario del calcio a  Sansepolcro come hanno sottolineato Sauro Giorni e Stefano Chiasserini, dirigenti del Vivi Altotevere Sansepolcro che hanno omaggiato i giocatori di allora con un significativo gagliardetto e con la tessera per assistere alle partite dei bianconeri di oggi.
Un ringraziamento agli sponsor, che hanno permesso l’iniziativa facendo riabbracciare, per la prima volta a distanza di 40 anni, “quei ragazzi” che hanno fatto la storia del calcio a Sansepolcro: Confcommercio, Sensus, Idrogross, Borgo Palace Hotel, Ristorante Enoteca Berghi, l’amico Claudio Roselli, il nostro portale fabiopattisport.com

Le foto sono state realizzate da Thomas Kroeckertskothen.

 

40 anni fa !!!!

Sono passati 40 anni, ma per chi ha vissuto quel momento, indescrivibile, sembra un attimo. Il Sansepolcro, 40 anni fa, fu promosso in Serie C2 e fu quello anche l’anno del ritorno alla vittoria in terra Umbra, a Città di Castello. Era proprio la C2, il Campionato Professionistico al quale il Sansepolcro ha partecipato per due stagioni consecutive.  Volutamente la locandina, a ricordo di quell’evento che riempì di gioia il mondo calcistico della vallata, riporta scritto ….passaggio nel Campionato Professionistico Nazionale… anche se, sappiam bene, che si trattava di semiprofessionismo, nato proprio nel 1978-1979, ma, nonostante qualche purista della disquisizione calcistica possa non essere d’accordo sulla parola professionismo utilizzata, noi e una città la usiamo, seppur tra virgolette, per ricordare l’unico momento in cui Sansepolcro approdò tra i “professionisti”: stagione 1978-1979.
Il Sansepolcro, allora, che vinse il Campionato di serie D, nella stagione 1978-1979, a braccetto con Città di Castello, si ritroverà a 40 anni da quel trionfo, giovedì 12 settembre, a Palazzo delle Laudi, sede municipale della città pierfrancescana.
1978-1979 locandina 3Questo il programma di giovedì 12 settembre:
Ore 15,30: ritrovo della squadra al Ristorante Enoteca Berghi.
Ore 16,00: incontro in comune, a Palazzo delle Laudi, con l’Amministrazione cittadina. Saluto del Sindaco, Mauro Cornioli e ricordo di quei momenti indimenticabili assieme ai giocatori, ai dirigenti, agli sportivi, agli avversari di  40 anni fa.
Ore 17,30: visita al rinnovato Stadio Buitoni.
A seguire Andrea Berghi, anche lui giocatore di quel Sansepolcro ed oggi titolare di uno dei punti di riferimento cittadini, il Ristorante Enoteca Berghi dal Grigino, offrirà ai compagni di squadra di una volta, la cena dei festeggiamenti.
Alla luce di quel torneo ricordiamo che furono 18 le vittorie, 8 i pareggi e 8 le sconfitte, che Magara fu il capocannoniere con 11 centri, di cui uno da …sogno per gli sportivi bianconeri, il 4 marzo 1979 a Città di Castello, riportando al successo il Sansepolcro contro i tifernati, in terra umbra, dopo 21 anni.
Ma a Sansepolcro, giovedì 12 settembre, ci saranno….. tutti!!

Olinto Magara, mito bianconero, verso la C2

Dalle pagine del VA Sansepolcro, proponiamo questo pezzo, redatto dal sottoscritto per la società bianconera, che ci piace presentare, però, anche ai nostri lettori che non fossero, direttamente in contatto, con la pagina Facebook o con il sito della società calcistica.  Dopo Mearini, Chiasserini, Facchin, Testerini, Tellini, Barculli, Bonfante, Becci e Tricca, eccoci ora con Magara..

Ci fu un lungo lancio, la palla recuperata a centrocampo, testa di Bonfante, gran giocatore, io aggancio e di sinistro batto, al volo, il portiere tifernate. Pochi secondi, un’azione rapida, pungente, velocità incredibile, tre passaggi e gol, grazie all’intuito di Bonfante”.
A parlare è Olinto Magara, sì, proprio lui, bomber bianconero, con 11 gol nella stagione 1978-79, che siamo riusciti a…rintracciare ad Alba, ma che quel gol se lo ricorda nitidamente: da quella rete arrivò in seguito il successo del Sansepolcro e la C2 di 40 anni fa.
“E come non potrei non rivivere quello storico momento, ci dice, è stata, per esecuzione, una delle più belle azioni nella mia carriera, con quel fenomeno, per la categoria, che era Bonfante; il mio tocco, di mancino, e gli spalti dello stadio di Città di Castello che vennero giù, naturalmente…. quelli di parte bianconera, dopo oltre venti anni; forse è stato uno dei miei gol più belli, se non il più bello in assoluto”.

Sansepolcro 1978-79

Magara, fila centrale, terzo da destra

E Bonfante?
“Giocatore sopra le righe… quel barbuto. Con lui c’era un affiatamento incredibile, bastava uno sguardo tra noi due e capivo già, prima che lo intuissero gli avversari, dove avrebbe messo la palla. Un centravanti di manovra, come si usava dire allora, ma per me resta un piccolo genio del calcio”.
Sei arrivato a Sansepolcro da Alba, ma tu eri originario di Tuoro sul Trasimeno se non sbaglio.
“Esatto, avevo i genitori che abitavano lì, ma la mia fidanzata, l’attuale moglie, era di Alba dove io giocavo in quel periodo”.
E come mai Sansepolcro?

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Dotti, Cesari, Grassi

“Ero un pallino di Dotti, Efrem Dotti, ds bianconero, che mi seguiva da tempo, quando ero in B, a Como, o in C a Reggio Calabria o Pistoia e mi avrebbe voluto con sé. L’occasione capitò a Coverciano con l’Under 21 dove c’erano i vari Novellino, Torrisi, Garella e via dicendo. Dotti sapeva che ad Alba il calcio, in quei tempi, stava per finire e mi propose un avvicinamento a Tuoro dove erano i miei genitori. E io accettai di buon grado, trasferendomi a Sansepolcro”.
Che ricordi hai di quella stagione.
“Nostalgia di un ambiente speciale, ricordi molto belli, era una società ricca di grande umanità, e, al tempo stesso, di tanta competenza con Dotti e l’allenatore Grassi”.
E la squadra?
“Giocavamo veramente a calcio, un gran bel gioco del calcio. Azioni veloci, ficcanti, un calcio dinamico, con Bonfante che dettava i tempi, ma l’intesa era veramente in tutti i reparti”.
E il pubblico del Buitoni?
“Ci era sempre vicino, era caloroso come pochi, sapevamo di contare sul 12° uomo in campo, ma vorrei spendere due parole anche sulla gente di Sansepolcro, quella che incontravamo fuori, per il corso, dopo gli allenamenti. Gente discreta, che ti salutava, ma che capiva il tuo impegno e il tuo attaccamento alla maglia e non ti stressava più di tanto”.
E il calcio di ora?
“Molto diverso dal nostro, in quel 1978-79 c’era anche un rapporto umano, profondo. Ora penso che tutto sia troppo professionale, freddo, un lavoro, non un gioco e un divertimento”.

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Sansepolcro 1978-1979

Dove sarebbe potuta arrivare, adesso, quella squadra.
“Il calcio, inutile dirlo, è cambiato, ma la nostra era una compagine dalla tecnica sopraffina, tutti avrebbero potuto giocare, adesso come adesso, sicuramente in squadre professioniste. Ripeto, il calcio è cambiato tanto in 40 anni, per gli allenamenti, gli schemi, le strategie, allora, invece, i talenti, se erano bravi venivano fuori con tranquillità.”
Che suggerimenti daresti.
“Che il calcio italiano, per riavere i talenti di una volta, deve partire dal movimento giovanile, cosa che sento dire sta accadendo a Sansepolcro; ripartire dalle scuole calcio, dando maggiore libertà ai ragazzi, senza frenarne l’estro, la qualità e l’entusiasmo.”
E Magara, adesso cosa fa?
“Sono sposato, con la fidanzata di allora, ho una figlia di 30 anni, io sono del 1955, lavoro come consulente finanziario e vivo ad Alba, terra di tartufo, come lo è la Valtiberina”.
Un saluto a Sansepolcro.
“E’ una città, con la sua gente, con i suoi sportivi e con quella squadra, che mi sono rimasti nel cuore e, spero, un giorno di poterci tornare anche se non ho più i legami con Tuoro sul Trasimeno, ma un viaggio a Sansepolcro lo metto volentieri in…agenda e spero, prima o poi, di riuscirci. Auguri bianconeri!!!”.
Auguri Magara, leggenda del calcio a Sansepolcro.