In merito al mancato rinnovo della convenzione dell’Ausl sud-est con l’Azienda Ospedaliera di Careggi per il servizio di traumatologia dello sport, l’Amministrazione Comunale di Sansepolcro intende precisare che tale decisione non intende assolutamente annullare quel servizio che, in passato si è avvalso, per l’Ospedale di zona della Valtiberina, della preziosa opera del dottor Fabrizio Matassi. Semmai, come garantiscono i vertici dell’Azienda sanitaria, quel servizio sarà rafforzato e reso più stabile, implementando così l’attività di ortopedia.
E’ bene ricordare che la convenzione con Careggi prevedeva solo due accessi mensili alle sale operatorie e ambulatori da parte di specialisti di Careggi, mentre oggi l’Azienda Sanitaria intende conferire un incarico di alta specializzazione nell’ambito della chirurgia ortopedica che potrà garantire al nostro ospedale e, in generale, alla rete ospedaliera aretina, un servizio strutturato e completo. L’Amministrazione comunale continuerà a seguire e sollecitare l’Azienda sanitaria nelle procedure necessarie per raggiungere, speriamo in tempi veramente brevi, un traguardo molto importante per i servizi sanitari dell’intera Valtiberina.
Le precisazioni di Franco Ferri
In relazione a notizie dei media e report vari che hanno focalizzato la serata svoltasi all’ippodromo di Cesena in cui si è celebrato il legame della cultura equestre con Città di Castello desidero fare importanti comunicazioni in merito. Da molto tempo vengono diffuse notizie e fatti che non trovano corrispondenza veritiera con l’origine effettiva di questo connubio e ancor di più con la nascita della Mostra del Cavallo di Città di Castello. Quanto racconteremo deve servire a ricostruire con veridicità eventi e accadimenti che invece sono stati sempre descritti nella stampa locale senza una verifica attenta di quanto veniva dichiarato. Perciò quanto scriveremo farà certosina chiarezza nel decodificare eventi allora in formazione e capire meglio un dentro i fatti che nel tempo ha generato molte pagine di storia tifernate. Per restare nel presente gira da tempo una novella pubblicata anche da un’emittente locale e da alcuni organi di stampa online e non solo secondo la quale,” Tutto ebbe inizio grazie a Riccardo Gualdani che oltre 50 anni fa comprò un cavallo e iniziò un legame che tuttora va avanti tra Altotevere e ippodromo di Cesena”,ma ci permettiamo di invalidare questa allettante e bugiarda fiaba perché la realtà è stata completamente diversa. Credo sia giusto riabilitare il senso di quanto accaduto veramente allora approfondendo di conseguenza episodi che portarono alla fondazione della Mostra di Città di Castello con i suoi autentici promotori. Il racconto nella sua giusta collocazione metterà senz’altro in collegamento tanti altri particolari che offrono un piano di lettura limpido dal contorno sicuramente efficace e autentico. Chi scrive appartiene alla famiglia Ferri che ha visto ruotare intorno a sé nel tempo molti eventi e personaggi dell’ippica nazionale con al centro soprattutto le corse al trotto tra Cesena e Bologna, e io stesso seppur bambino in quel periodo ho vissuto da vicino quelle esperienze conoscendo benissimo molti aspetti e specificità. Mio padre, Furio Ferri, è stato un affermato imprenditore locale, aveva passione immensa per il mondo dei cavalli. Fin dai primi anni 60 costruì un’adesione speciale con Cesena intessendo un reciproco rapporto fatto di amicizia, lavoro, partecipazione dentro quelle realtà sportive e imprenditoriali. Nel 1967 decise di fondare la scuderia ALMAFRA’ che in oltre un decennio di attività fece squadra per allevare puledri, allenarli, farli esordire e correre in competizioni. I cavalli alcuni dei quali sono nati e facevano le prime sgambature vicino a Città di Castello, (fu costruita anche una pista di allenamento presente fino a poche stagioni fa), successivamente venivano trasferiti nei nostri box dell’ippodromo Del Savio per il perfezionamento e il debutto agonistico nelle gare. Considerate che nella residenza abbiamo una vasta galleria di cimeli, trofei, foto e ampia documentazione in filmati (pellicola) a testimonianza esclusive del periodo. Le competizioni oltre Cesena erano previste anche all’ippodromo bolognese di Arcoveggio, i driver (fantini) designati che si alternavano all’allenamento e alla guida in corsa dei cavalli furono i sig. Armando Tugnoli e Antonio Trivellato. Naida, Bavari, Saccalo, Negrier, sono alcuni dei cavalli fatti debuttare con risultati complessivi che hanno evidenziato buone performance e vittorie in pista; Immagini ancora oggi vivissime grazie alla presenza di ricordi in bacheca e library. Furio era molto legato alla terra dove viveva e decise di realizzare le uniformi ufficiali da indossare in gara con i colori di Città di Castello, il simbolo bianco/rosso cittadino con Croce di Lorena centrale ha rappresentato per molte stagioni il primo vero legame tra Romagna e Tifernate, aiutando con ogni probabilità a far conoscere questo lembo di territorio alla moltitudine di pubblico che allora frequentava gli ippodromi. Le divise, cappelli e corredi di corsa esistono ancora ad imperitura memoria. Il sig. Riccardo Gualdani, molte volte citato in tali capitoli, era un amico di Furio che spesso gli dava ospitalità portandolo con sé a Cesena e aprendogli di fatto le porte un po’ privilegiate verso la location delle scuderie e facendogli conoscere da vicino il background unico dell’ippodromo. Il Gualdani però in quei giorni non comprò mai cavalli e per certo non ne ha mai avuti di proprietà. Veniva a trovarci sovente quando si presentò nell’apposito recinto presso casa una femmina morello (colore del manto) di nome Cirene che giunse da Cesena. Questa cavalla sarà la protagonista effettiva di quel vago episodio messo superficialmente nelle cronache e impropriamente attribuito ad altro soggetto. Furio la acquistò da un allevatore Romagnolo nel momento in cui non riusciva durante le corse a raggiungere tempi competitivi e il suo destino stava divenendo incerto. Piaceva ai bambini e non solo, ricordo con nitida immagine il Gualdani che le porgeva la mano con delle zollette di zucchero trovando spontaneamente la gioia del sorriso. Cirene ottenne collocazione certa come riproduttrice e i suoi figli hanno debuttato sia con ALMAFRA’ che in altre scuderie italiane. Ha vissuto da noi per molti altri anni, il tempo la trasformò senza dubbio in familiare aggiunto. In quei giorni Riccardo Gualdani stava peraltro scoprendo una nuova sorprendente vocazione, amabile e leggiadra, tanto da trascurare in breve la sua vecchia preferenza per il ciclismo. L’estate del ’67 vide nei paraggi di casa un grande fermento. Furio aveva piacere di attivare dalle nostre parti quella cultura equestre che era molto radicata e profonda in Romagna, così insieme ad amici dalla medesima inclinazione per questo sport volle intraprendere la possibilità di realizzare a Città di Castello una mostra equestre. Gli altri che si unirono a lui nel progetto di esposizione equestre sono stati il sig. Francesco Venturini e l’avv. Dante Gaggi. Questi tre personaggi fecero continue riunioni molte delle quali si svolgevano nella nostra casa di Promano, ricordo benissimo il loro impegno e le stanze piene di fumo. Ben presto il lavoro d’insieme produsse il benestare delle istituzioni e grazie al via libera dell’allora sindaco di Città di Castello,Luigi Angelini e del Vice, Sergio Polenzani quell’idea inebriante poté divenire reale. A quel punto i tre promotori, anche a causa di una corsa contro il tempo, cominciarono a mettere nero su bianco. Si autotassarono con un esborso pecuniare fondamentale ai fini della nascita dell’evento. Aiuto determinante giunse anche dall’amico Sergio Liverani di Forlì, imprenditore e allevatore di cavalli, che svolse una funzione logistica, diplomatica nel proprio territorio favorendo arrivi di proprietari e cavalli alla costituenda prima edizione della mostra ormai in vista del traguardo. Le persone sopramenzionate vanno considerate a buon diritto i primi organizzatori, promotori effettivi della Mostra del Cavallo di Città di Castello. Riccardo Gualdani in questo contesto organizzativo partecipava saltuariamente come uditore, ma il comitato promotore volle inserirlo in modo attivo con l’idonea mansione di addetto stampa che cominciò a svolgere con dedizione. La mostra ebbe luogo ad ottobre di quell’anno con sede in Via Senese Aretina nello spazio del Campo Boario (attualmente destinato a Sogepu). Abbinato all’evento principale si svolse il concorso ippico, affollatissimo sulle predisposte tribune (documentato nei filmati inediti), che trovò collocazione nei pressi dell’attuale Collezione Burri Ex Seccatoi del Tabacco, tra la rotonda di Viale Vittorio Emanuele Orlando, all’incirca nel prato dove oggi è posta un’opera di struttura metallica a cielo aperto. Successivamente entrò a far parte del ristretto comitato il prof. Silla Toniolo, allora primario di chirurgia all’ospedale castellano e proprietario di alcuni cavalli da Jumping. Per altre edizioni il collegio organizzativo gestì egregiamente la rassegna prima di lasciare l’incarico ad altri soggetti di nomina istituzionale. A questo punto la Mostra del Cavallo di Città di Castello iniziava a scrivere una gloriosa storia. In rappresentanza della nostra famiglia era doveroso che scrivessi questo articolato racconto. Spero che vi sia di compendio per valutare dettagli d’insieme intorno ai pioneristici legami con Cesena e riflettere sulle origini della Mostra del Cavallo di Città di Castello dopo anni dal contorno in parte offuscato. Purtroppo le gestioni e gli incaricati intorno alla Mostra non hanno saputo garantire un corretto legame con l’eredità del suo passato che appare del resto un contenitore da riempire, adattare solo per opportune occasioni. Tutto ciò intende favorire legittima revisione, conoscenza e trasparente divulgazione storiografica. La passione dei tre organizzatori era schietta atta per far emergere un grande progetto e porgere alla città un innovativo e permeante evento ancor oggi di larghe potenzialità. Avevano solo la volontà d’intersecare la nostra zona con le strade del progresso sociale ed economico ma la loro opera è stata oscurata. Il corso storico di ogni evento e dell’onesta scrittura delle sue pagine prevede sempre il ricordo di persone coraggiose e vere, la memoria delle quali sopravvive e si espande per rendersi palpabile, prospettica e ricca di pathos anche nel presente. Ma non devono esserci memorie colpevolmente dimenticate, significa perdere il contatto con la verità. Se in aggiunta hanno prevalso rielaborate, incomplete ed esibite ricostruzioni resterà soltanto la vuota autoreferenzialità di coloro che invero le hanno esternate e continuano a manifestarle. Probabilmente la nostra scelta di non ostentare e rimanere nel privato ha facilitato chi nel tempo ha espresso versioni di parte non autorizzate, Ci sono persone che sapevano e che tuttora sanno come sono andati realmente certi avvenimenti, ma quanto esposto non deve innescare inutili e sterili polemiche. Questo scritto dovrà avere per chi legge unicamente il valore analitico e giusto di conoscenza storica.
Franco Ferri Città di Castello
Bel successo della Petrarca
La nuova stagione della Ginnastica Petrarca Arezzo si è aperta al Torneo Internazionale “Città di Terranuova”. L’importante manifestazione di ginnastica ritmica ha rinnovato l’atteso confronto tra atlete di tutta la penisola che, a Terranuova Bracciolini, si sono misurate tra le diverse specialità della disciplina e, tra di loro, erano presenti anche cinque ragazze della società aretina che hanno archiviato la prova con i due secondi posti di Linda Fiorucci alla palla e Caterina Buttà al nastro. Il torneo ha configurato un bel banco di prova in vista dei prossimi campionati regionali individuali Gold che, nelle prossime settimane, impegneranno il gruppo di agoniste petrarchine. 
Ecco la Marzocchina
Bici d’epoca, abbigliamento vintage, percorsi immersi nella natura e tanta voglia di stare insieme. Non cambiano gli ingredienti di successo della Marzocchina, la ciclostorica del Valdarno Superiore a partecipazione gratuita che sabato 10 e domenica 11 settembre 2022 taglierà il nastro delle dieci edizioni.
Anche quest’anno saranno tantissimi i ciclisti e appassionati che parteciperanno all’evento che vede la regia della Pro Loco di San Giovanni Valdarno, della Confcommercio della provincia di Arezzo, il patrocinio di Regione Toscana, i comuni di San Giovanni Valdarno e Cavriglia, e il contributo di Enel, Moretti spa, Savini, Banca del Valdarno, Caffè D’Italia e altri sponsor privati.
Il programma della manifestazione non competitiva è stato presentato oggi lunedì 5 settembre nella grande sala di Palomar, Casa della cultura, dal sindaco di San Giovanni Valdarno Valentina Vadi, l’assessore al turismo e alle attività produttive di Cavriglia Paola Bonci , il vice presidente della Pro Loco di San Giovanni Valdarno Francesco Fabbrini, il presidente della Confcommercio sangiovannese Paolo Mantovani, il referente Comunicazione Enel Toscana e Umbria Riccardo Clementi e il responsabile de La Marzocchina Alessio Papi.
Nei 26 km di strade bianche, chiuse al traffico all’interno dell’area mineraria di Santa Barbara, si estenderanno due i tracciati pensati sia per gli amatori che per i più esperti, con partenza unica da piazza Masaccio a San Giovanni Valdarno: il “corto” da 33 km e il “classico” da 50 km.
Posticipo federale
Dalla Lega Calcio comunicano che le gare previste per domenica 25 settembre in serie D (4^ di campionato) per le elezioni saranno posticipate a mercoledì 28 settembre alle ore 15.
Ex biancorossi: ci ha lasciato Giulio Vitaloni, il mitico mister delle Giovanili, da tutti conosciuto come “Ciclamino”
Per gli amici ex Biancorossi oggi è un giorno triste, dopo una malattia si è spento all’ospedale di Città di Castello ad 83 anni Giulio Vitaloni, uno degli allenatori di più lunga militanza nel settore giovanile di un Città di Castello che non c’è più. Il mite, simpatico, infaticabile “Ciclamino” ci ha lasciato e lascia nel dolore la moglie Lorenzina, il figlio Paolo ed il fratello Giuseppe con gli altri congiunti. La vita sportiva con il Città di Castello prende il via negli anni 60 per terminare nel 1985, ed in quei 25 anni è stato tecnico dalle leve più piccole dei futuri biancorossi del Nagc, quindi gli Esordienti, gli Allievi, la Juniores la De Martino ed anche assistente in prima squadra con tanti allenatori tra cui Agostinelli, Grasselli, Magherini, Milan. Ma non mancava di dare una mano anche in segreteria. Un vero uomo di sport che per i colori biancorossi ha dato tutto e non dovrà essere dimenticato. La camere ardente è stata aperta alle 18 nella morgue dell’ospedale tifernate e resterà aperta sino a mercoledì mattina alle 10 da dove il feretro poi sarà accompagnato nella chiesa parrocchiale San Donato di Trestina dove avranno luogo le esequie e quindi proseguirà per il cimitero locale.
I risultati di serie D ed Eccellenza Umbra
Serie D Girone E
Flaminia-Livorno 0-1
F. Gavorrano-Tau Altopascio 3-1
Ghiviborgo-M. Ponsacco 5-1
Orvietana-Arezzo 0-4
Poggibonsi-Grosseto 3-0
Sangiovannese-Ostia Mare 3-1
Seravezza-Città di Castello 0-0
S. Trestina-Pianese 1-2)
Terranuova T.-Montespaccato 2-0
Eccellenza Umbra
Angelana-Ventinella 2-0
Branca-Narnese 2-3
Cannara-Lama 3-1
C4 Foligno-San Sisto 1-2
Ellera-Pontevecchio 1-0
Nestor-Olimpia Thyrus 0-0
Pontevalleceppi-Atletico Bmg 1-0
Sansepolcro-Cast. Lago 2-1
Riposa Foligno
Pari del Città di Castello, sconfitto il Trestina in serie D.
Il Città Castello, tenendo ancora in panca Sylla, pareggia 0-0 fuori casa contro il Serravezza. Questo il tabellino:
SERAVEZZA POZZI: Lagomarsini, Cavalli, Putzolu, Granaiola, Benedetti, Camarlinghi, Maccabruni, Scottu (81’ Vignozzi), Bedini (68’ Podestà), Vietina (90’ Belluomini), Sorbo. A disp: Sacchelli, Arrigucci, Mancino, Maccabruni, Maffei, Monacizzo (allenatore: Walter Vangioni)
AC CITTA’ DI CASTELLO: Nannelli, Sannia (74’ Pauselli), Paparusso, Tersini, Gorini, Brunetti, Grassi (89’ Mariucci), Mussi (83’ Mezzasoma), Menese (81’ Sylla), Calderini, Doratiotto (62’ Buono). A disp: Aluigi, Pupo Posada, Massai, Bagnolo (allenatore: Antonio Alessandria).
Il Trestina è stato invece sconfitto in casa dalla Pianese per 1-2. La rete bianconera trestinese, porta la firma di Cenerini (nella foto). 
Doppietta, la prima, di Burzigotti
Vince 2-1 il Sansepolcro contro il Castiglione del Lago grazie a capitan Burzigotti che, per la prima volta, trova la doppietta vincente nella sua carriera. Per i lacustri accorcia le distanze sul finire del match l’ex bianconero Braccalenti su calcio di rigore. Perde il Lama a Cannara per 3-1. 
Tennis Giotto Arezzo in evidenza
Una semifinale e due quarti di finale per i ragazzi del Tennis Giotto Arezzo ai Campionati Italiani Giovanili. Quattro atleti del circolo aretino delle categorie Under14 e Under12 hanno goduto dell’opportunità di scendere in campo nella più importante manifestazione individuale nazionale e, confrontandosi contro avversari di tutta la penisola, sono riusciti ad avanzare nei rispettivi tabelloni e a dimostrare un ottimo livello di preparazione. I risultati più rilevanti sono arrivati dai campionati Under14 dove Raffaele Ciurnelli e Lorenzo De Vizia hanno centrato la semifinale nel doppio, mentre a livello individuale Ciurnelli nell’Under14 e Zeno Roveri nell’Under12 sono arrivati fino ai quarti.
Nella foto: Ciacci, Andreani e Roveri.
