Un nuovo attaccante per il Trestina: si chiama Mattia Bifini, è nato nel 2004 a Grosseto ed è cresciuto nelle file della società della sua città, passando poi a Genoa e Cesena; nelle ultime due stagioni è stato protagonista nel girone E della Serie D con le maglie di Ghiviborgo e Camaiore. “Le prime sensazioni sono state molto positive – ha dichiarato Bifini – e poi Trestina è una bella piazza e non vedo l’ora di dare il mio contributo in campo. Ho molta voglia di fare e cercherò di aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi prefissati”
Un percorso perfetto, da vero fuoriclasse, che proietta l’Umbria e Città di Castello sul tetto d’Italia nella pesca sportiva. Mattia Chiavarini (nella foto), 29enne portacolori dell’Acqua Fans Team, si è laureato ufficialmente Campione Italiano Senior di pesca a feeder classico, dominando la fase finale del campionato individuale con un’impresa che resterà negli annali della disciplina. Chiavarini ha sbaragliato l’agguerrita concorrenza nazionale firmando un clamoroso percorso netto: tre primi posti di settore su tre prove disputate, un en plein assoluto che non ha lasciato scampo ai rivali. La cavalcata verso il tricolore: i campi gara La corsa al titolo si è articolata su tre prove durissime, ospitate da due dei campi gara più prestigiosi e tecnici del panorama nazionale:
1ª Prova: Canale Fissero Tartaro (Mantova) – Qui Mattia ha piazzato la prima stoccata, mettendo subito in chiaro le sue intenzioni.
2ª e 3ª Prova: Canale Circondariale di Ostellato (Ferrara) – Nella storica “università” del feeder, il giovane atleta ha completato il capolavoro, gestendo la pressione e inanellando gli altri due successi decisivi. Un passaggio di testimone tutto umbro Il successo di Mattia Chiavarini assume un sapore ancora più speciale per il movimento regionale. Il giovane tifernate va infatti a raccogliere l’eredità di un altro grandissimo pescatore umbro, Marco Gatti, che si era laureato campione italiano nel 2025. Un ideale passaggio di testimone che conferma l’Umbria come assoluta terra d’eccellenza per la pesca a feeder. L’orgoglio della società e i ringraziamenti La gioia è incontenibile in casa Acqua Fans Team. Il presidente della società, Luca Zangarelli, ha voluto esprimere tutta la soddisfazione del club per questo storico traguardo: “I più grandi complimenti da parte di tutta la società vanno a Mattia per questo straordinario risultato. Ha dimostrato un talento e una maturità incredibili. Un ringraziamento speciale va a tutti gli sponsor che hanno sostenuto e contribuito a realizzare il sogno di Mattia: in primis il negozio d’appoggio Pesca Team di Città di Castello e il nostro sponsor tecnico Sensas.” Con questa vittoria, Mattia Chiavarini non solo scrive il proprio nome nell’albo d’oro della FIPSAS, ma regala a Città di Castello un motivo d’orgoglio sportivo da celebrare a gran voce. Plauso anche da parte delle istituzioni con il sindaco Luca Secondi e l’assessore allo sport, Riccardo Carletti che evidenziano il risultato frutto di una seria e storica attività che da anni Acqua Fans Team porta avanti con successo ultimo e prestigioso quello del neo campione italiano senior, Mattia Chiavarini.
Quattro atleti dell’Alga Atletica Arezzo in pista ai Campionati Italiani Individuali della categoria Under18. La più importante manifestazione tricolore riservata ai nati nel biennio 2009-2010 è andata in scena a Grosseto con la partecipazione di trecentosei società e con milletrecento partecipanti da tutta Italia, tra cui Stella Arniani, Gemma Fabbriciani, Flavia Matteucci e Filippo Misuri che hanno avuto l’onore e l’onere di rappresentare l’atletica leggera aretina tra diverse specialità di salto. Il bilancio complessivo è positivo: i portacolori dell’Alga Atletica Arezzo sono tutti rientrati nelle prime posizioni delle rispettive gare, vivendo un’importante occasione di crescita e ribadendo la qualità della preparazione portata avanti allo stadio cittadino “Tenti”. Il miglior risultato porta la firma di Fabbriciani che, dopo il sesto posto centrato a febbraio ai Campionati Italiani Allievi Indoor nel salto in lungo, è riuscita a confermarsi anche nel triplo con il record personale di 11.69 metri che è valso l’accesso alla finale, l’ottavo posto conclusivo e la soddisfazione di ricevere la medaglia tricolore nella cerimonia di premiazione. In questa disciplina ha gareggiato anche Matteucci che, nata nel 2010 e al primo anno in categoria, ha chiuso al sedicesimo posto nazionale con una prestazione di 11.25 metri, poi il gruppo delle ragazze è stato completato da Arniani che si è piazzata quattordicesima nell’asta con un buon salto fino a 3.00 metri. L’ultimo atleta in gara è stato Misuri che è tornato a competere nell’alto dove ha ottenuto il decimo posto finale con 1.94 metri. «I nostri atleti si sono fatti trovare pronti nel più importante evento della stagione – commenta Gloria Sadocchi, tecnico e dirigente dell’Alga Atletica Arezzo. – Ognuno di loro ha affrontato la gara con determinazione e consapevolezza, ottenendo risultati di valore che confermano i progressi costruiti durante l’anno e che forniscono ulteriori stimoli per continuare a lavorare con impegno e ambizione in vista dei futuri appuntamenti».
Un terzo posto nella classifica femminile, che significa conferma del secondo in quella del trofeo, sempre ovviamente riservato al gentil sesso. Chiara Galli torna con il sorriso dalla 46esima edizione del Rally Internazionale del Casentino (per lei era la prima partecipazione), terza tappa dell’International Rally Cup (Irc), che la folignate della scuderia Speed Motor di Gubbio ha affrontato al volante della Renault Clio Rs Line nella classe Rally 5 del gruppo RC5N con assistenza del team PRT ma con un diverso copilota: il forfait all’ultimo istante di Andrea Marco Cecchi ha fatto sì che l’equipaggio – peraltro inedito – fosse interamente composto da donne, con la friulana Genny Moruzzi che ha preso il posto del navigatore pratese. Primo giro già in linea con gli obiettivi e terza posizione ben presto raggiunta e mantenuta senza affanno; nel secondo giro, a causa del gran caldo, iniziano a venir fuori i primi problemi ai freni e comunque il prezioso piazzamento viene conservato. Semmai, i veri problemi si presentano al terzo passaggio sulla prova speciale di Dama – lunga più di 16 chilometri – nella quale sempre i freni creano grossi inconvenienti e l’avversaria diretta, Vittoria Griotti Marchetto (anche lei su Clio), si avvicina di molto, mettendo a rischio la terza posizione della Galli. Ritorno in assistenza per la sistemazione dei freni, in vista della prova più lunga di sabato 27 giugno, quella di Talla, che misura oltre 29 chilometri e mezzo; una prova che è stata sempre determinante per la graduatoria finale.
Ed è proprio in questo frangente che Chiara Galli tira fuori la grinta e la determinazione, supportate anche dalla consapevolezza di non dover commettere errori. La terza posizione è salva e… via verso il palco e il podio di Bibbiena, alle spalle delle altre Clio di Arianna Doriguzzi Breatta ed Elena Sica e di Silvia Franchini e Deborah Casazza. Il responso cronometrico complessivo è stato di un’ora, 37 minuti, 3 secondi e 4 decimi per coprire i 118 chilometri e 280 metri in totale delle otto prove speciali. Missione compiuta e seconda posizione in campionato rafforzata. “Oltre alle difficoltà intrinseche di questa gara, che non avevo finora mai affrontato – ricorda Chiara Galli – c’era anche l’incognita legata alla nuova navigatrice, ma sotto questo profilo debbo ringraziare e fare i complimenti a Genny Moruzzi perché è stata davvero brava. Le prove speciali si sono rivelate impegnative, anche se belle e più il tempo passava, più il caldo diventava l’ulteriore avversario da sconfiggere. Una volta stabilizzate al terzo posto nella classifica che ci interessava e risolti i problemi ai freni, grazie al team PRT, abbiamo prediletto una tattica conservativa, senza insomma prenderci rischi inutili e ce l’abbiamo fatta. Sono ovviamente contenta”. Tutto adesso si deciderà nell’ultima gara, il Rally delle Colline Metallifere a Pomarance, in provincia di Pisa.
Primo volto nuovo della stagione 2026/’27, in campo, per il Sansepolcro, che fra circa un mese inizierà a lavorare per preparare il prossimo campionato umbro di Eccellenza. Si tratta di Mattia Nicoletti, esterno d’attacco classe 2003, che a partire dal 1° luglio sarà ufficialmente tesserato e a disposizione di mister Claudio Missaglia. Nicoletti arriva in bianconero dopo aver maturato esperienze con le maglie di Trestina, Montone, Umbertide e in ultimo Castiglionese in Eccellenza Toscana. Un profilo giovane e motivato, che va ad arricchire il reparto offensivo del Borgo nel percorso di costruzione della nuova squadra. “Ho scelto Sansepolcro perché cercavo una realtà ambiziosa che mi permettesse di mettermi alla prova, di affrontare una nuova sfida e di continuare il mio percorso di crescita, sia come calciatore che come persona”, dichiara Nicoletti. “Arrivo con grande entusiasmo, tanta motivazione e la voglia di dare il massimo fin dal primo giorno – prosegue – perché indossare questa maglia è motivo di orgoglio e mi impegnerò ogni giorno per rappresentare al meglio questi colori. Spero di togliermi tante soddisfazioni insieme alla squadra e di ripagare sul campo la fiducia della società, dello staff e dei tifosi”.
Mattia Nicoletti, esterno d’attacco passato al SansepolcroNicolettiNicoletti a Trestina
Vullnet Tozaj torna a difendere la porta del Trestina. Classe 2003, è un portiere di grande talento, che già nella sua prima esperienza bianconera ha dimostrato grandi cose, nonostante i due infortuni che lo hanno tenuto lontano dal campo. La scorsa stagione 8 clean sheet in 34 presenze con la maglia del Sestri Levante. ”A Trestina sono tornato per finire quello che ho iniziato qualche anno fa – ha detto Tozaj – e che purtroppo non è stato possibile per via di due infortuni che mi hanno tenuto lontano dai campi. Oltre a ciò, mi sono sempre trovato molto bene con la società, che mi ha sempre accontentato. Quest’anno cercherò di dare il mio contributo alla squadra per raggiungere tutti gli obiettivi prefissati dalla società, dando anche una mano ai giovani per tirare fuori il meglio al fine di aiutare la squadra”.
È ancora Anghiari a trionfare nella 22esima edizione dell’era moderna del Palio della Vittoria, quella che ha fatto registrare il nuovo record di atleti in gara: ben 86, in rappresentanza di 23 Comuni fra i quali quello di Lima, capitale del Perù, il cui solo iscritto è stato sufficiente per dare un tocco di internazionalità alla “corsa a piedi più pazza del mondo”. Assente all’ultimo istante per infortunio Luca Capacci, vincitore nel 2025, è stato uno dei suoi validi gregari dello scorso anno, il 29enne Simone Viviani, di professione elettricista, ad alzare le braccia al cielo, coronando una tattica di squadra che è stata semplicemente perfetta e consegnando ad Anghiari la sesta affermazione dalla ripresa del 2003 a oggi. A tirarsi fuori dalle scaramucce iniziali al momento del via, dato in perfetto orario (le 20.15 di lunedì 29 giugno), sono in due: Libero Monini di Sansepolcro e Patrizio Bartolini di Arezzo, che sono in testa nel momento in cui il tracciato abbandona la provinciale Libbia per imboccare la ripida ascesa della Ruga di San Martino, ma è proprio in questo frangente che la formazione di casa entra in azione; dapprima è Marco Olandesi a tentare di trattenere Monini, che sembrava avere un buon passo, poi subentra Francesco Capriani per dare il via libera allo scatto di Viviani, una volta che anche il temibile Jacopo Parissi di Montepulciano aveva dimostrato di non tenere il ritmo del battistrada.
Simone Viviani, che in passato aveva colto un secondo posto, crea stavolta il vuoto dietro di sé e al termine dei 1440 metri di fatica taglia in solitaria il traguardo con il tempo di 5’22” e un vantaggio di 17” sul secondo classificato, Tommaso Maria Barilari di Città di Castello, che ha sua volta preceduto di 4” il terzo del lotto, Alessio Della Giovampaola di Capolona. “Ce l’abbiamo fatta, ce l’abbiamo fatta – ha dichiarato a caldo un Viviani ancora sotto fiatone, anche se al massimo della gioia – e il mio ringraziamento va a tutti i compagni di squadra e ad Anghiari, che da sempre ci supporta”. Grande l’entusiasmo in piazza Baldaccio, dove il sindaco Alessandro Polcri ha consegnato il trofeo, ossia la coppa in legno più il drappo realizzato dall’artista Marina Delevic, ai sei portacolori concittadini, perché – è bene ricordarlo – a vincere il Palio è in primis il Comune di appartenenza. Cena finale lungo le antiche mura quale degno coronamento di un’altra giornata di festa e di pubblico: assieme agli ospiti oramai classici in costume – balestrieri di Sansepolcro, musici del Saracino e sbandieratori di Arezzo e delegazione del Calcio Storico Fiorentino – si è aggiunto in questa circostanza anche il corteo della Battaglia di Scannagallo.
Il Tennis Giotto Arezzo trionfa, per il secondo anno consecutivo, nel campionato regionale a squadre con l’Under16 maschile. Brando Andreani, Pietro Bramanti e Zeno Roveri sono i tre atleti nati nel 2010 che sono stati protagonisti di un percorso impeccabile dove, di vittoria in vittoria, hanno scalato il tabellone fino alla finalissima vinta sullo Junior Next Gen di Marina di Massa. Il percorso dell’Under16 continuerà ora alle fasi di macroarea che, tra sabato 11 e domenica 13 settembre, definiranno l’accesso alle finali nazionali per lo scudetto.
Davide Stumpo ha seguito le orme di Corsini, alla Virtus San Giustino e Cerbella, al Trestina e si è accasato all’Angelana neo promossa in serie D. Il tecnico Valeriano Recchi, difensore del Sansepolcro di Sauro Trillini, che ha guidato i giallo rossi alla promozione diretta in serie D vincendo il Campionato di Eccellenza Umbra, si arricchisce di un classe 2008 dai notevoli pregi e con diverse doti lhe lascia Sansepolcro per Santa Maria degli Angeli.
In un clima atmosfericamente caldo anche dopo che il sole era calato, sabato 27 giugno si è disputata la prima gara in notturna della stagione per i balestrieri di Sansepolcro al campo di tiro “Luigi Batti” di Porta del Ponte. La vittoria è andata al veterano Francesco “Graziano” Alessandrini (al centro nella foto), che ha preceduto Andrea Barculli (a sinistra) e Nicola Guidobaldi.