È ancora Anghiari a trionfare nella 22esima edizione dell’era moderna del Palio della Vittoria, quella che ha fatto registrare il nuovo record di atleti in gara: ben 86, in rappresentanza di 23 Comuni fra i quali quello di Lima, capitale del Perù, il cui solo iscritto è stato sufficiente per dare un tocco di internazionalità alla “corsa a piedi più pazza del mondo”. Assente all’ultimo istante per infortunio Luca Capacci, vincitore nel 2025, è stato uno dei suoi validi gregari dello scorso anno, il 29enne Simone Viviani, di professione elettricista, ad alzare le braccia al cielo, coronando una tattica di squadra che è stata semplicemente perfetta e consegnando ad Anghiari la sesta affermazione dalla ripresa del 2003 a oggi. A tirarsi fuori dalle scaramucce iniziali al momento del via, dato in perfetto orario (le 20.15 di lunedì 29 giugno), sono in due: Libero Monini di Sansepolcro e Patrizio Bartolini di Arezzo, che sono in testa nel momento in cui il tracciato abbandona la provinciale Libbia per imboccare la ripida ascesa della Ruga di San Martino, ma è proprio in questo frangente che la formazione di casa entra in azione; dapprima è Marco Olandesi a tentare di trattenere Monini, che sembrava avere un buon passo, poi subentra Francesco Capriani per dare il via libera allo scatto di Viviani, una volta che anche il temibile Jacopo Parissi di Montepulciano aveva dimostrato di non tenere il ritmo del battistrada.

Simone Viviani, che in passato aveva colto un secondo posto, crea stavolta il vuoto dietro di sé e al termine dei 1440 metri di fatica taglia in solitaria il traguardo con il tempo di 5’22” e un vantaggio di 17” sul secondo classificato, Tommaso Maria Barilari di Città di Castello, che ha sua volta preceduto di 4” il terzo del lotto, Alessio Della Giovampaola di Capolona. “Ce l’abbiamo fatta, ce l’abbiamo fatta – ha dichiarato a caldo un Viviani ancora sotto fiatone, anche se al massimo della gioia – e il mio ringraziamento va a tutti i compagni di squadra e ad Anghiari, che da sempre ci supporta”. Grande l’entusiasmo in piazza Baldaccio, dove il sindaco Alessandro Polcri ha consegnato il trofeo, ossia la coppa in legno più il drappo realizzato dall’artista Marina Delevic, ai sei portacolori concittadini, perché – è bene ricordarlo – a vincere il Palio è in primis il Comune di appartenenza. Cena finale lungo le antiche mura quale degno coronamento di un’altra giornata di festa e di pubblico: assieme agli ospiti oramai classici in costume – balestrieri di Sansepolcro, musici del Saracino e sbandieratori di Arezzo e delegazione del Calcio Storico Fiorentino – si è aggiunto in questa circostanza anche il corteo della Battaglia di Scannagallo.