Regione Toscana verso l’autorizzazione per asporto nei pubblici esercizi?

Presto la Regione Toscana dovrebbe emanare un’ordinanza che autorizza la vendita per asporto nei pubblici esercizi. Lo anticipa il direttore di Confcommercio Toscana e Arezzo, Franco Marinoni: “Durante un recente incontro pubblico in videoconferenza, il presidente Enrico Rossi ci ha rassicurato su questo punto, confermando di aver ben compreso le ragioni della nostra associazione. In tempi di Covid-19 il “take away” in ristoranti, pizzerie, gelaterie e pasticcerie è un servizio irrinunciabile, sicuro per la salute e utile sia ai consumatori sia agli imprenditori del settore, che devono prepararsi a trovare nuove strade per stare sul mercato. Con questa ordinanza, oltre tutto, la  Regione Toscana finalmente farebbe rientrare la concorrenza nell’alveo dell’equità e della correttezza”.
“C’è un’altra sfida da vincere per il settore dei pubblici esercizi, evidenzia Marinoni, riuscire a mantenere lo stile tutto italiano dell’accoglienza preservando quei riti sociali che, dal caffè al bar del mattino all’aperitivo serale e alla cena, hanno fatto del nostro Paese uno dei più amati in tutto il mondo”.

Marinoni“La stessa ordinanza preannunciata da Rossi dovrebbe fare chiarezza sulla vendita delle calzature per bambino, consentendo la riapertura dei negozi di calzature limitatamente per i prodotti destinati ai bambini, e sulla vendita di fiori, permettendo la riapertura dei fioristi in tutta la Toscana; bene quindi che la Regione voglia correggere questa evidente anomalia, ha concluso Marinoni”.

 

 

4 casi a Sansepolcro

Il sindaco di Sansepolcro:” Buonasera,  oggi si contano 4 nuovi casi di cittadini positivi, tutti uomini di 24, 40, 54 e 57 anni. Sono familiari conviventi di casi già noti e si trovano a casa, in isolamento, da tempo. Gli auguriamo una pronta guarigione.  Per il resto, manteniamo il rispetto delle regole igieniche, del distanziamento sociale, del lavaggio frequente delle mani e usciamo solo per motivi urgenti”.
Commissioen Buitoni Mauro Cornioli

 

Parla il secondo contagiato di Sansepolcro

E’ stato il secondo, nella lista dei contagiati a Sansepolcro, dalla notizia emanata dall’amministrazione comunale il 19 marzo scorso.
Sentiamolo.
“Venerdì 6 marzo, ci dice la persona colpita da Covid-19. non mi sono sentito bene, sembrava come se arrivasse una influenza nonostante avessi fatto il normale vaccino. La temperatura saliva, ma non di molto, non avevo tosse, ma forti dolori muscolari. Per questo ho chiamato chi di dovere, descrivendo quello che avevo, capendo, al tempo stesso, che le cose non andavano per il verso giusto e i sintomi non erano certo buoni o quelli di una normale influenza.”
Quindi?
“Mi è stato fatto il tampone, circa una decina di giorni dopo, con il responso di positività”.
E poi?
“Ho chiesto che venissero fatti i tamponi a tutti i componenti la mia famiglia che è risultata positiva dall’esito arrivato il 29 marzo”.
Ed ora?
“Stiamo ancora combattendo con questo virus. Io sono oltre 40 giorni che, chiaramente, sono chiuso in casa come del resto tutti i componenti il mio nucleo familiare, con una situazione che è stata terribile ed ancora non l’abbiamo risolta al cento per cento”.
Sintomi uguali per tutti?
“No, diversi, c’è chi ha avuto febbre alta, chi sotto i 38 gradi, chi ha avuto fortissimi dolori muscolari, chi dolori ossei, la situazione è cambiata da persona a persona, ma sotto certi aspetti, era anche similare”.
Cure non ce ne sono, cosa avete preso?
“Tachipirina e Oki, ma stando sempre attenti. Inoltre abbiamo usato il saturimetro che verifica la saturazione di ossigeno nel sangue e il battito cardiaco e, se i dati vanno sotto una certa soglia, il pericolo aumenta.”.
E cosa ha da dire?
“Di rispettare tutte le precauzioni del caso, le distanze da altre persone, di evitare assembramenti, incontri, e situazioni a rischio. Senza dimenticare che questo virus è veramente terribile e, come nel mio caso, sono passati oltre 40 giorni e ancora non mi sono ripreso. Quindi massima attenzione”

Da Sansepolcro

Il sindaco Mauro Cornioli:” Cari concittadini, abbiamo un nuovo positivo nel nostro comune: si tratta di un giovane di 11 anni. E’ familiare di un caso già noto. Gli facciamo un augurio di pronta guarigione.
C’è anche il primo guarito, un uomo di 63 anni. Ne siamo felici, anche a lui va il nostro saluto.
Siamo una comunità forte, ne usciremo più uniti che mai.
A domani, buona serata”.
Sansepolcro sindaco mauro-cornioli

 

 

Da Città di Castello

Dichiarazione del sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta: “Aggiorniamo la situazione con zero positivi e zero negativi. Ma ci sono alcune novità: Poste Italiane aprirà l’ufficio di Trestina come chiesto dei cittadini anche se si segnala un afflusso ingente nella sede di via Gramsci. Forse è il caso di valutare un’estensione dell’orario per diluire gli accessi. Mi permetto, rispettando l’autonomia di tutti, di consigliare un allungamento delle aperture agli utenti. Abbiamo aggiunto risorse a quelle del governo per i Buoni Spesa così’ da soddisfare tutte le domande che sono state presentate per andare incontro ai cittadini. Passando alle donazioni, un aspetto importante per l’impegno civile di privati e associazioni.
Bacchetta 20-03-20L’ordine dei Geometri ha donato 120 tute di sicurezza anti COVID agli operatori sanitari, mentre il Lion con il suo presidente Roberto Masi ha donato alla PAT una tensostruttura, 500 visiere, 30 tute e un econografo. Roberto e Roberta Cucciaioni hanno donato all’ospedale 1000 mascherine mettendo a disposizione la loro professionalità. Infine c’è una nota garbata del Consigliere Lignani che polemizza con l’Amministrazione che ha richiamato una associazione che ha donato mascherine ai cittadini. Questa associazione deve coordinarsi con il COC come tutte le altre anziché operare di sua iniziativa seguendo delle priorità. Cogliamo l’occasione però per ringraziare questa e tutte le altre associazioni che si stanno mobilitando per questa emergenza ma è necessario il coordinamento con il COC dell’Amministrazione comunale. Ogni atto deve essere trasparente ed essere regolato da criteri propri. Ho voluto rispondere al consigliere Lignani perché questo è un aspetto importante. Da qui al 4 maggio prossimo sarà necessario alzare ancora di più la guardia, i cittadini sono rispettosi delle regole e la risposta dei tifernati è stata all’altezza. Va tenuto conto che sono molte ormai le settimane dell’isolamento e della limitazione della nostra libertà, dobbiamo resistere e restate a casa, tenendo i nervi saldi”.

 

Da Sansepolcro

Il sindaco di Sansepolcro, Mauro Cornioli:”Buonasera, oggi dobbiamo comunicare il decesso di un nostro concittadino, che era ricoverato al San Donato. Si tratta di un uomo di 83 anni, deceduto nella notte. Le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e ai parenti, che virtualmente stringiamo in un abbraccio.
In ospedale rimangono quindi un uomo di 78 anni e una donna di 62, che però è uscita dalla Terapia Intensiva. Sono inoltre stati resi noti i risultati di una parte dei tamponi effettuati in modalità Drive Throu. Si registrano 4 casi positivi, tutti familiari di casi già noti: un 16enne, un 79enne, una 24enne e una 76enne.
Infine, dalla Asl sono arrivati i risultati dei tamponi effettuati alla Rsa Villa Serena e a Casa Santa Marta: sono tutti negativi.
Un saluto, a domani”.
cornioli_chiassai1

 

Da Città di Castello

Dichiarazione del sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta: “L’aggiornamento di oggi registra zero positivi e due guariti. Sta scendendo il numero delle persone positive e aumentando quello delle persone negativizzate attraverso i tamponi. Sono dati provvisori, va sempre ricordato. Possiamo dire in maniera abbastanza sicura che c’è un grande trend di guariti a fronte di zero positività. Gli ultimi casi di positività, pochi, sono in isolamento domiciliare e non presentano sintomi gravi. Probabilmente il momento di massima espansione del virus è passato ma dobbiamo rimanere a casa anche se più tempo passa e più è complicato.

Bacchetta Luciano 06-04-20

Luciano Bacchetta – Sindaco

Si sta creando la fase del ritorno alla cosiddetta normalità che speriamo avvenga in tempi brevi. E’ stata spostata la manifestazione Only Wine che si sarebbe dovuta svolgere alla fine del mese, speriamo che sia solo un rinvio. Ci sono anche molti altri eventi su cui dobbiamo fare una riflessione per capire se potranno svolgersi in sicurezza. Un aggiornamento su Muzi Betti, gli esiti di tutti i tamponi effettuati, un fronte potenzialmente critico come dimostrano le cronache, è negativo, sia per operatori che per ospiti. A Muzi Betti il Covid 19 non è entrato, ringrazio operatori, direzione e Asl e diamo un grande sospiro di sollievo”.

Uno, se non il più grosso, errore di Kennedy. I veterani raccontano

IMG_1171Il mio significativo incontro  con i veterani del 17 aprile 1961. Il tentativo di invadere Cuba.

Il più grosso errore di Kennedy: quello di non essere andato avanti. Questo il mio parere su quel momento, 17 aprile 1961, di cui nel 2021 ricorrono 60 anni, che poteva cambiare il volto della storia, in bene o in male, non sta a me dirlo. Parliamo del tentativo di invasione, che finì in un vero e proprio tradimento, a mio parere, da parte del neo eletto Presidente americano, Kennedy, nei confronti di quei cubani che, dal Guatemala volevano tentare l’impossibile se fossero stati soli. Come poi avvenne.
La figura di Castro, alla fine, si avvicinò sempre più a Mosca e Fidel decise di dotarsi di missili difensivi dopo l’istallazione di quelli sovietici nell’isola, come quelli che gli Stati Uniti avevano posizionato in Turchia. In cambio del ritiro dei missili, Chruščëv ottenne da Kennedy l’impegno formale a non attaccare Cuba. Alcuni ipotizzano che l’assassinio del Presidente americano a Dallas, il 22 novembre 1963, sia legato al fallimento dell’invasione nella Baia dei Porci .
C’è inoltre da dire che Fidel Castro ha subito circa 260 attentati dai quali è uscito sempre illeso.

IMG_1174Ecco quello che ho vissuto dall’incontro, nel 2019, con i veterani di allora.

E’ stato emozionante. E raramente mi succede di passare quello che ho vissuto in alcune ore nella sede della “Brigada Asalto 2506”.
E’ stato emozionante perché ho potuto parlare con i veterani di quel tentativo di invasione del 1961 che all’epoca avevano dai 16 ai 18 anni e che provarono a cambiare le sorti di Cuba: il loro Paese.
“Bay of the Pigs invasion”. “Invasión de Playa Girón”.  “Bahía de Cochinos”, in altrettante parole: “Baia dei Porci”.
Il tentativo di invasione, nel 1961, che da parte di alcuni esuli cubani, addestrati dalla Cia, di invadere Cuba che Fidel Castro aveva ottenuto sconfiggendo le truppe di Fulgencio Batista, fallì in tre giorni.
Tante promesse per quei ragazzi, soldati, che, arrivati in Nicaragua, approdarono, poi, in Guatemala, da dove, nell’aprile del 1961, esattamente il 17 di aprile, tentarono di invadere, in 1.453, Cuba.
IMG_1170Pazzi, direte voi, in soli 1.453 uomini, entrare in un’isola super protetta dalle truppe castriste?
Non di certo, se l’allora Presidente americano, J.F. Kennedy, per il quale personalmente non nutro un’eccelsa stima, avesse mantenuto quello che aveva promesso di inviare in appoggio: navi, truppe, marines, aerei, tanks o carri armati che dir si voglia, per aiutare quei 1.453 uomini, ragazzi, soldati, perché tra di loro non c’erano ufficiali, ma, unicamente soldati.
Tutto questo, l’aiuto previsto, non avvenne e sentire dalle parole, dai reduci, quanto accadde, è veramente emblematico e triste.
“Udivamo gli aerei, mi dicono i veterani, che dovevano bombardare le basi di Castro, passarci sopra le teste. Attendevamo da un momento all’altro che partisse l’attacco, guardavamo da dove i marines sarebbero arrivati, da dove le navi avrebbero sferrato il bombardamento,  ma tutto ciò non avvenne e ci trovammo ad affrontare le truppe di Fidel Castro….da soli”.
IMG_1177Come raccontato dai veterani, Castro sapeva dell’attacco, ma non conosceva né il luogo né il giorno, ma da un conflitto a fuoco, scoppiato tra le sue truppe con alcuni esuli invasori, capì, e fece convergere il grosso dell’esercito proprio alla Baia dei Porci e, in tre giorni, gli oltre 200.000, avete letto bene, duecentomila tra soldati, milizia, polizia castrista, “sconfissero” i 1.453 uomini della “Brigada Asalto 2506” che aveva tentato un’impresa impossibile per quanto, all’ultimo momento, si era poi verificato. Furono 1.189 i prigionieri, condannati a 30 anni di carcere, e tra questi i tre che ho conosciuto, e che il leader maximo fece arrestare.
Comprendendo chiaramente il….tradimento che era stato perpetrato, il governo americano, con l’intervento dell’avvocato Donovan, pagò, in cibo e medicine per i bambini cubani, 53 milioni di dollari per la liberazione dei prigionieri rinchiusi, per quasi due anni, nelle carceri cubane.
Perché racconto questo? Perché per me è stato emozionante incontrare queste persone: Emilio Martinez Venegal, Humberto Lopez, Jorge Garcia Rubio e un altro Humberto di cui, purtroppo, non ho il cognome. Sono stati loro, a raccontarmi, con tanta serenità, ma anche grande decisione e determinazione, quel tentativo che provarono a portare avanti.
Ma, come tutti noi sappiamo, la “paura” sovietica  nella vicina Cuba, indusse J.F. Kennedy a cambiare la prima idea. Il tutto per non…creare problemi al resto del pianeta, dimenticandosi, però, del coraggio e della determinazione di quei 1.453 uomini. ragazzi, che, ancora oggi, a distanza di 59 anni, vorrebbero tanto rivedere la loro Cuba.
Dimenticavo: la base della “Brigada Asalto 2506” ha sede, a Little Avana, a Miami, in Florida.