Uno, se non il più grosso, errore di Kennedy. I veterani raccontano

IMG_1171Il mio significativo incontro  con i veterani del 17 aprile 1961. Il tentativo di invadere Cuba.

Il più grosso errore di Kennedy: quello di non essere andato avanti. Questo il mio parere su quel momento, 17 aprile 1961, di cui nel 2021 ricorrono 60 anni, che poteva cambiare il volto della storia, in bene o in male, non sta a me dirlo. Parliamo del tentativo di invasione, che finì in un vero e proprio tradimento, a mio parere, da parte del neo eletto Presidente americano, Kennedy, nei confronti di quei cubani che, dal Guatemala volevano tentare l’impossibile se fossero stati soli. Come poi avvenne.
La figura di Castro, alla fine, si avvicinò sempre più a Mosca e Fidel decise di dotarsi di missili difensivi dopo l’istallazione di quelli sovietici nell’isola, come quelli che gli Stati Uniti avevano posizionato in Turchia. In cambio del ritiro dei missili, Chruščëv ottenne da Kennedy l’impegno formale a non attaccare Cuba. Alcuni ipotizzano che l’assassinio del Presidente americano a Dallas, il 22 novembre 1963, sia legato al fallimento dell’invasione nella Baia dei Porci .
C’è inoltre da dire che Fidel Castro ha subito circa 260 attentati dai quali è uscito sempre illeso.

IMG_1174Ecco quello che ho vissuto dall’incontro, nel 2019, con i veterani di allora.

E’ stato emozionante. E raramente mi succede di passare quello che ho vissuto in alcune ore nella sede della “Brigada Asalto 2506”.
E’ stato emozionante perché ho potuto parlare con i veterani di quel tentativo di invasione del 1961 che all’epoca avevano dai 16 ai 18 anni e che provarono a cambiare le sorti di Cuba: il loro Paese.
“Bay of the Pigs invasion”. “Invasión de Playa Girón”.  “Bahía de Cochinos”, in altrettante parole: “Baia dei Porci”.
Il tentativo di invasione, nel 1961, che da parte di alcuni esuli cubani, addestrati dalla Cia, di invadere Cuba che Fidel Castro aveva ottenuto sconfiggendo le truppe di Fulgencio Batista, fallì in tre giorni.
Tante promesse per quei ragazzi, soldati, che, arrivati in Nicaragua, approdarono, poi, in Guatemala, da dove, nell’aprile del 1961, esattamente il 17 di aprile, tentarono di invadere, in 1.453, Cuba.
IMG_1170Pazzi, direte voi, in soli 1.453 uomini, entrare in un’isola super protetta dalle truppe castriste?
Non di certo, se l’allora Presidente americano, J.F. Kennedy, per il quale personalmente non nutro un’eccelsa stima, avesse mantenuto quello che aveva promesso di inviare in appoggio: navi, truppe, marines, aerei, tanks o carri armati che dir si voglia, per aiutare quei 1.453 uomini, ragazzi, soldati, perché tra di loro non c’erano ufficiali, ma, unicamente soldati.
Tutto questo, l’aiuto previsto, non avvenne e sentire dalle parole, dai reduci, quanto accadde, è veramente emblematico e triste.
Udivamo gli aerei, mi dicono i veterani, che dovevano bombardare le basi di Castro, passarci sopra le teste. Attendevamo da un momento all’altro che partisse l’attacco, guardavamo da dove i marines sarebbero arrivati, da dove le navi avrebbero sferrato il bombardamento,  ma tutto ciò non avvenne e ci trovammo ad affrontare le truppe di Fidel Castro….da soli”.
IMG_1177Come raccontato dai veterani, Castro sapeva dell’attacco, ma non conosceva né il luogo né il giorno, ma da un conflitto a fuoco, scoppiato tra le sue truppe con alcuni esuli invasori, capì, e fece convergere il grosso dell’esercito proprio alla Baia dei Porci e, in tre giorni, gli oltre 200.000, avete letto bene, duecentomila tra soldati, milizia, polizia castrista, “sconfissero” i 1.453 uomini della “Brigada Asalto 2506” che aveva tentato un’impresa impossibile per quanto, all’ultimo momento, si era poi verificato. Furono 1.189 i prigionieri, condannati a 30 anni di carcere, e tra questi i tre che ho conosciuto, e che il leader maximo fece arrestare.
Comprendendo chiaramente il….tradimento che era stato perpetrato, il governo americano, con l’intervento dell’avvocato Donovan, pagò, in cibo e medicine per i bambini cubani, 53 milioni di dollari per la liberazione dei prigionieri rinchiusi, per quasi due anni, nelle carceri cubane.
Perché racconto questo? Perché per me è stato emozionante incontrare queste persone: Emilio Martinez Venegal, Humberto Lopez, Jorge Garcia Rubio e un altro Humberto di cui, purtroppo, non ho il cognome. Sono stati loro, a raccontarmi, con tanta serenità, ma anche grande decisione e determinazione, quel tentativo che provarono a portare avanti.
Ma, come tutti noi sappiamo, la “paura” sovietica  nella vicina Cuba, indusse J.F. Kennedy a cambiare la prima idea. Il tutto per non…creare problemi al resto del pianeta, dimenticandosi, però, del coraggio e della determinazione di quei 1.453 uomini. ragazzi, che, ancora oggi, a distanza di 59 anni, vorrebbero tanto rivedere la loro Cuba.
Dimenticavo: la base della “Brigada Asalto 2506” ha sede, a Little Avana, a Miami, in Florida.

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