Sono passati 45 anni: esattamente il 4 marzo 1979 il Sansepolcro tornava a vincere 1-0, gol di Olinto Magara, a Città di Castello e 45 anni fa la squadra bianconera approdò in C2 per la prima volta nella sua storia assieme ai biancorossi tifernati. Erano la bellezza di 21 anni, stagione 1957-1958, che il Sansepolcro, gol di Mioni, non batteva, infatti, il Città di Castello fuori casa e lo fece con quella squadra che entrerà, poi, nella storia del calcio bianconero.
Ecco la rosa del Sansepolcro targato 1978-1979: portieri Colavetta e Ciolfi; difensori: Chiasserini, Mearini, Landi, Tricca, Giulianini, Balducci; centrocampisti: Facchin, Bonfante, Bruscaglia, Becci, Testerini, Rossi, Berghi, Catalani C. attaccanti: Magara, Tellini, Barculli. Presidente Marino Cesari, allenatore Silvano Grassi, ds Efrem Dotti.
In 34 gare giocate furono 18 quelle vinte, 8 le pareggiate, 8 quelle perse, 43 i gol fatti, 28 quelli subiti.
Questi i marcatori: 11 gol Magara, 8 Bonfante e Testerini, 6 Tellini, 5 Barculli, 2 Chiasserini e Facchin, 1 Tricca.
Con loro nella storia del calcio bianconero ci sono altre due formazioni, non ce ne vogliano gli altri artefici che dal 1921 tengono o hanno tenuto alto il nome di Sansepolcro, ma a detta di molti, se non tutti, queste sono da ricordare: quella targata Silvano Flaborea che riuscì a portare al Buitoni 3.000 persone nella sfida vinta con la Pistoiese grazie ad una rete di Filippi. I ragazzi di Melani pian piano salirono in serie A. Questa la formazione tipo di quella compagine del Sansepolcro che in molti chiamavano il team degli OLANDESI: Orazi, Montioni, Donato, Tassara, Chiasserini, Ferrari, Tulliani, Corrado Barboni, Benvenuto, Pastorello, Filippi. E pensare che uno come Casadio era in panchina…. Nella rosa Casadio era assieme a Vaccai, Franzini, Romiti, Becci, Mearini, Donelli, Bernardini, Pittaccio. Si parla della stagione 1974/1975.
L’altra dopo venti anni con allenatore Sauro Trillini: Tardioli, Italo Franceschini, Recchi, Bocchini, Cucchi, Testamigna (Comanducci), Lacrimini, Bellemo, Masi (Giulio Franceschini), Renzoni, Tarini (Guidotti). Gente che poi ha militato in A o in B.
Dopo 45 anni il Sansepolcro della stagione 1978/1979 si riunirà ancora una volta nella speranza, poi, di veder salva la squadra bianconera, quest’anno, tornata in serie D.
Author / Patti Fabio
Non è andata male
Personaggi che hanno fatto la storia del giornalismo, del calcio, del basket





La Baldaccio in campo. In 3 settimane 6 incontri
PROGRAMMA GARE MESE Di GENNAIO 2024 della Baldaccio in Eccellenza Toscana.
Domenica 07 Gennaio 2024 – Ore 14.30
Terranuovese – BALDACCIO BRUNI
*Mercoledì 10 Gennaio 2024*- Ore 14.30
BALDACCIO BRUNI – Asta
Domenica 14 Gennaio 2024 – Ore 14.30
Pontassieve – BALDACCIO BRUNI
Domenica 21 Gennaio 2024 – Ore 14.30
BALDACCIO BRUNI – Scandicci
*Mercoledì 24 Gennaio 2024* – Ore 14.30
Rondinella – BALDACCIO BRUNI
Domenica 29 Gennaio 2024 – Ore 14.30
BALDACCIO BRUNI – Colligiana 
Rinnovo cariche
Tempo di restyling per il Canoa Club di Città di Castello che apre il 2024 con un consiglio direttivo completamente rinnovato.
Questi i nuovi membri: Luca Biagini, Alberto Cavargini, Alessandro Cavargini, Nicola Landi, Massimiliano Loschi, Marcello Pellegrini, Pietro Pierangeli, Raffaele Ronti, Roberto Rossi e Giulio Ventanni.
Confermato alla guida del Club il Presidente, Nicola Landi, che viene affiancato dai vice, Alessandro Cavargini e Marcello Mencaccini, in segreteria, Pietro Pierangeli, revisore dei conti, Giorgio Canonichesi.
Il nuovo consiglio direttivo esprime un sentito ringraziamento al consigliere uscente, Carlo Mercati, e all’allenatore Massimo Spelli, per l’importante lavoro svolto negli anni a vantaggio del Canoa Club di Città di Castello 
Piscina a Città di Castello
“Swim & Fit” è lo slogan delle aperture straordinarie della piscina comunale di Città di Castello che Polisport metterà a disposizione degli utenti in accordo con l’amministrazione comunale da oggi mercoledì 3 a venerdì 5 gennaio. L’impianto sarà accessibile dalle ore 8.00 alle ore 14.00 per il nuoto libero (pagando il biglietto di ingresso o utilizzando la sport card) e dalle ore 11.00 e alle ore 13.00 per le lezioni di acquafitness, che potranno essere prenotate attraverso l’AppSport. Dopo la pausa per l’Epifania, lunedì 8 gennaio riprenderanno regolarmente tutte le attività della piscina comunale di Città di castello con il consueto orario. 
Alessandro Tellini ci racconta…..
Con quel suo accento tipicamente “toscano”, era una di quelle punte che facevano la differenza. Sentiamo Alessandro Tellini. Al Sansepolcro attuale, manca un goleador come lui. A distanza di 45 anni gli sportivi bianconeri sperano di festeggiare quando il Sansepolcro salì in C2 e una salvezza in serie D nel Campionato 2023-2024
INTERVISTA DI CINQUE ANNI FA:
Il Sansepolcro, 40 anni fa, approdava in C2 ed era, per la prima volta, tra i professionisti.
“Non mi dire niente. Che tempi”.
A parlare è Alessandro Tellini, 61 anni, classe 1958, uno di quei giocatori che può, a ragion veduta, festeggiare, nel 2019, quella che è stata l’epica cavalcata bianconera.
Giocatore di altra categoria che anche adesso farebbe sicuramente una gran bella figura. Sulla fascia destra lasciava quasi sempre il segno ed era un punto di riferimento per i compagni di squadra e per il pubblico del Buitoni. Sono 6 i gol messi a segno in quella che è stata, per lui, l’unica stagione nel Sansepolcro, ma che stagione…quella del campionato 1978-1979.
Sentiamo, quindi, come arrivò a Sansepolcro.
“Ho giocato in bianconero una stagione sola, ci dice, provenendo dalla Sangiovannese, dove l’anno successivo vi feci ritorno, ma che stagione quella con il Sansepolcro, ancora mi vengono i brividi a pensarci”.
Raccontaci.
“Era una squadra che, oggi come oggi, con il tasso tecnico che possedeva, avrebbe potuto militare in categorie superiori; non seguo, per il lavoro che faccio, il calcio dal vivo, lo guardo in Tv, ma quel team di allora aveva una qualità incredibile. Oggi il gioco è diverso, molto diverso, avevamo, inoltre, una dirigenza encomiabile, il Presidente Cesari, il ds Dotti, ma un allenatore, Silvano Grassi, che ci guidava in maniera impeccabile. Proprio in questi giorni, ci tengo a sottolineare, mi ha chiamato sua figlia Anna per lavoro, purtroppo Grassi è scomparso, ma risentirla è stata per me una grande emozione e, naturalmente, abbiamo parlato di suo padre e di quel campionato”.
Foto sotto: Tellini a sinistra, Ermanno Mercati, Paolo Valori oggi allenatore della Virtus San Giustino, ma rivale nel Città di Castello di 45 anni fa.
Città di Castello, grande avversario, e ci fu anche un’amichevole dove ti marcava Mambrini, simbolo biancorosso tifernate.
“Il mio caro amico Mambrini. Quante ce ne siamo dette in campo e quante me ne ha date. A parte le battute, è un piacere parlare di lui, ma di quell’amichevole un po’ meno”.
Come mai?
“Vincemmo anche quella partita, e tra schivare le botte…di Mambrini, mi presi in pieno una lattina di Coca Cola lanciata dal pubblico tifernate. Fui portato fuori in barella. Ma è acqua passata. Pensa, ho saputo chi è stato e quando lo incontro ci ridiamo sopra. Questo per dirti come era sentita, allora quelle sfida”.
E vincere là, in terra umbra, in campionato…
“Che gioia provammo quando Olinto Magara gonfiò la rete avversaria a distanza di oltre 20 anni dall’ultimo successo del Sansepolcro; vivemmo la settimana precedente la partita con grande trepidazione, l’attesa trasudava in ognuno di noi. Le sensazioni erano tante. Poi l’ingresso al comunale di Città di Castello, tutta quella folla, il tifo incontenibile dei nostri sostenitori, la rete, la vittoria. Un giorno indimenticabile”.
Oltre alla gara con Città di Castello, ci sono anche altre sfide da ricordare.
“Avevamo avversari veramente forti da affrontare, ma ricordo molto bene le trasferte a Fermo, Porto Sant’Elpidio e Macerata, dove trovavamo tanta gente pronta ad….accoglierci. Ma, nonostante tutto, era un gran bel calcio”.
Ora ti occupi di moda.
“Seguo diverse aziende, 13 marchi di abbigliamento, per il design, ed ho un negozio e un ufficio proprio a Città di Castello, ma quando ho l’occasione di parlare di quel Sansepolcro, targato 1978-79, mi vengono ancora i brividi”.
Foto sotto: Tellini seduto accanto a mister Grassi. Dalla sinistra è il secondo
Una giovane aretina alle audizioni per la Royal Ballet di Londra
Emma Ferruzzi de La Piccole Etoile ha superato le prime selezioni tra millequattrocento coetanee
La tredicenne coltiva il sogno di entrare in una delle più importanti compagnie di balletto al mond
Una giovane aretina alle audizioni per la Royal Ballet di Londra. Emma Ferruzzi, allieva tredicenne della scuola di danza La Piccole Etoile, ha superato le prime selezioni tra millequattrocento coetanee di ogni continente e può ora coltivare il sogno di entrare a far parte di una delle più importanti compagnie al mondo che è stata fondata nel 1931 e che è riconosciuta con licenza reale come compagnia ammiraglia di balletto nazionale della Gran Bretagna. L’ultimo incontro è avvenuto direttamente nella sede della scuola londinese a Covent Garden dove ha meritato l’accesso alla fase finale di mercoledì 21 febbraio che decreterà le migliori ragazze che entreranno nella Royal Ballet e che avranno dunque l’opportunità di vivere un percorso di studi di otto anni finalizzato alla formazione di ballerine professioniste.
Il percorso artistico di Ferruzzi ha preso il via ad appena due anni quando ha varcato per la prima volta le porte de La Piccola Etoile della maestra Elisa Rossi dove ha iniziato a coltivare la passione per la danza classica. La formazione nella scuola aretina è stata arricchita dalla partecipazione a masterclass, workshop e seminari in tutta Italia per studiare con docenti di spessore nazionale e internazionale, con un impegno e una determinazione che hanno trovato gratificazioni nelle vittorie di numerosi concorsi. Una tra le maggiori soddisfazioni è arrivata nell’aprile del 2023 con il primo posto nella categoria “Solisti Allievi Classico” ottenuta al PID – Premio Internazionale Danza Città di Rieti che ha rappresentato la definitiva consacrazione del talento dell’aretina e che ha motivato ad avanzarne la candidatura per la Royal Ballet di Londra. Questo traguardo rappresenta un motivo di particolare entusiasmo anche per La Piccola Etoile che è stata fondata nel 2011 dalla stessa Rossi e che, nella propria sede in via Donat Cattin ad Arezzo, fa oggi affidamento sulla collaborazione con docenti professionisti per l’insegnamento di propedeutica, danza classica, danza contemporanea e hip-hop. “La Royal Ballet rappresenta una delle massime espressioni della danza internazionale e una delle migliori scuole per future professioniste – spiega Rossi. – L’accesso di Ferruzzi tra le migliori allieve al mondo ammesse all’audizione finale è un traguardo storico per la nostra scuola e, in generale, per il panorama coreutico locale, frutto di molti anni di sacrifici, passione e studio. Il talento individuale, la professionalità dell’insegnamento, le opportunità di formazione e, soprattutto, l’appoggio incondizionato della famiglia nel sostenerne il percorso artistico sono stati fondamentali in questo cammino, con una combinazione di tanti diversi fattori che permette ora di sognare traguardi particolarmente prestigiosi“. 
Ed eccoci con Tricca
INTERVISTA DI 5 ANNI FA
Giuseppe Tricca, difensore bianconero, vuole essere da sprone per il Sansepolcro che vuol salvarsi in questa stagione di serie D, festeggiando assieme, 45 anni dalla C2 con gli sportivi bianconeri che si augurano in una salvezza 2023-2024.
Giuseppe Tricca era un autentico “mastino” in quel campionato di serie D che portò il Sansepolcro, 40 anni fa, in C2. Sì, stiamo parlando di un altro di quei campioni bianconeri che vinsero un torneo che ancora tutti ricordano: stagione 1978-79.
Terzino, classe 1954, oggi quindi 65enne, ma 40 anni fa ce n’erano pochi come lui che, dal fischio d’inizio ti si metteva accanto e non ti faceva muovere.
“Gran bei ricordi, ci dice, quella stagione è nel mio cuore come penso in quello di tutti i bianconeri che vinsero quel torneo”.
E poi c’era il Buitoni…
“Che stadio, come impianto, allora, era all’avanguardia, ma per noi era già un gran bel vedere, dalla terrazza antistante, per godersi quel pubblico che era il 12° uomo in campo. Sentivamo queste sensazioni prima di entrare”.
Una stagione da ricordare quel 1978-79.
“Vedi, ricordo bene quel campionato, legato, al tempo stesso, a momenti in cui molti di noi giocavano già insieme e che trovarono il culmine in quella stagione, e ricordo naturalmente chi era con me 40 anni fa. Amicizie che ancora ho e che sono nate e cresciute a seguito di quella rosa, di quella squadra e di quella vittoria finale. Mearini, Facchin, Bonfante, Donato, che era un avversario giocando a Città di Castello, ma, naturalmente Giulianini con il quale ho avuto un passato anche nell’Arezzo”.
Nella foto sotto: Tricca è nella zona centrale e partendo da destra il secondo accanto al massaggiatore di allora Emilio Mattei.
Tra i ricordi ci sarà naturalmente quella vittoria a Città di Castello.
“E io c’ero. Ovvio che sia un momento che non dimenticherò, ma eravamo talmente pronti, carichi, con mister Grassi ci aveva preparato a dovere, che la vittoria, ora come ora, mi sembrava quasi scontata. Ho anche altri momenti a cui pensare, vedi la partita di Molinella, oppure le altre gare con tante squadre di quel girone, ma il tutto legato, poi, ai successi di quel Sansepolcro e a qualche stop di Fermana o Elpidiense, oltre ad alcune compagini che stanno facendo la storia in questi giorni.”
E il calcio dilettantistico adesso?
“Non lo seguo molto, l’attuale momento è diverso da quello che vivevamo noi 40 anni fa, ora è tutta un’altra cosa. Sono sincero, mi piace meno. Sono venuto a vedere qualche partita del Sansepolcro, sanno farsi valere, ma il calcio di 40 anni fa, senza nulla togliere a quello attuale, era una cosa diversa. Mi riferisco anche al pubblico che, nelle ultime sfide del Sansepolcro è tornato a farsi sentire, ma, allora, entrare al Buitoni era un…incubo per gli avversari e quando andavamo fuori ci portavamo dietro quella nomea di squadra imbattibile, tra le mura amiche, che metteva soggezione. Mi ricordo, poi, li cito con i loro soprannomi, “Checco e Molotov”, personaggi che incutevano paura a chiunque, al Buitoni, ma che erano, in realtà, più buoni del pane”.
E adesso, calcio alle spalle, cosa fai?
“Dopo aver sistemato qualche problema di lavoro, ero impegnato con Supermaglia e Cose di Lana, vado in bicicletta e, se l’amico Facchin è pronto, ci lanciamo in delle belle sfide, nonostante un’età non più proprio…verde”.
Il Città di Castello vuol risalire
Il Città di Castello, nato per vincere il campionato, si trova ora relegato in zona play out dell’Eccellenza Umbra. E dire che la squadra c’era, ma qualche cosa forse non ha funzionato.
“E’ una bruttissima classifica, a parlare è mister Armillei che guida il Città di Castello, all’inizio avevamo altre prospettive, ma se siamo in questa classifica, vuol dire che abbiamo anche dei liniti.”
Queste parole dopo la gara di Castiglion del Lago e prima dell’arrivo dei nuovi biancorossi: Sylla, Tersini e Cusanno. Tra gli arrivi anche quello del preparatore atletico Valerio Campriani dal Sansepolcro. In partenza il portiere Mazzoni a lungo infortunatosi, i difensori Carnicelli e De Vitis oltre al centrocampista Paladino. Alle porte la trasferta di Terni dove i biancorossi di Armillei affronteranno l’Olympia Thyrus, altra squadra che vuole togliersi di dosso l’attuale posizione di classifica.



Ed ora tocca a Facchin
La città di Sansepolcro festeggiava la squadra in C2 dopo un Campionato entusiasmante nella stagione 1978-79. Riviviamo con Claudio Facchin una intervista di cinque anni fa. Che questa sia di buon auspicio, si augurano gli sportivi, per una salvezza del Sansepolcro a 45 anni di distanza da quel trionfo.
INTERVISTA DI 5 ANNI FA
“Quanta gente c’era allo stadio. Le gradinate e la tribuna del Buitoni erano sempre strapiene e il tifo era incessante”.
A parlare è Claudio Facchin, uno di quei giocatori che è rimasto e rimarrà nella storia della Sansepolcro calcistica, uno di quelli che può dire a chiare note:” Io c’ero”.
Centrocampista, il 10 di una volta, in cabina di regia, sempre testa alta in mezzo al campo, autore di due reti nel campionato 1978-79, quello della Promozione in C2.
Facchin e quella squadra che, 40 anni fa, vinse assieme al Città di Castello la serie D ed approdò, per la prima volta nella storia calcistica bianconera, tra i professionisti, in C2.
Non è originario di Sansepolcro, nato nel 1952 a Torino, ma che…….biturgense lo è poi diventato, a tutti gli effetti, sposando la signora Silvana Frullani, biturgense doc.
“Ora sono da qualche mese in pensione, ci dice, ma il ricordo di quel campionato è sempre vivo. Anzi, mi sembra ieri. Sono stato, in questi giorni, a Città di Castello, nel negozio di Tellini (altro di quei giocatori 78-79 ndr) e indovina di cosa abbiamo parlato?”
Dimmelo tu.
“Di quella squadra, di quel Sansepolcro che, a mio parere, è stato straordinario”.
Un bel gruppo.
“A partire dai giovani, quelli che arrivavano da fuori, vedi Bruscaglia e Balducci, ma anche quelli locali, i vari Mearini, Becci, Testerini, Barculli, tanto per citarne alcuni. Adesso le società hanno, giustamente, l’obbligo di impiegare i ragazzi, allora il posto te lo dovevi conquistare”.
Diverso il calcio di quei tempi con quello di oggi.
“Molto, 40 anni fa era più tecnico di adesso”.
Ti ricordi qualche partita in particolare?
“Due di sicuro; la prima a Molinella, dove mister Grassi continuava a dirci, alla vigilia, che la gara sarebbe stata molto difficile, che gli avversari erano forti. Vincemmo con una facilità, quasi disarmante. Capimmo che eravamo un gran bella squadra. E poi mi ricordo di quel successo a Città di Castello, che non arrivava da più di venti anni, ma la rete di Magara fece scoppiare di gioia il lato dove erano i nostri tifosi”.
E poi i festeggiamenti con l’amichevole proprio a Città di Castello.
“Doveva essere la partita dell’amicizia…….Volarono tante di quelle botte, tra le due squadre, alla faccia dell’amicizia. Tellini e Mambrini ne sono……..testimoni”.
Tu sei diventato, da quella stagione, un altro biturgense doc.
“Ero partito come giocatore a Parma, fui ceduto in prestito al Città di Castello, conobbi la mia futura moglie e chiesi di rimanere in zona. Fui ceduto, invece, al…Cuneo, dove disputai, in un’amichevole contro il Torino, una partita che lasciò tutti sbalorditi. Rimasi quindi un anno a Cuneo, ma alla fine, la stagione successiva, riuscii ad arrivare a Sansepolcro”.
Claudio, grazie per la chiacchierata, ma ti abbiamo interrotto mentre forse guardavi una partita in Tv?
“Non ti preoccupare, quando posso guardo l’Atalanta”.
L’Atalanta????
“Sì perché Gasperini, tecnico dei neroazzurri bergamaschi è mio cugino diretto”.
Il calcio è proprio nel sangue in questa famiglia, visto che Claudio ha smesso di giocare a 42 anni e che è il suocero di Iozzia, anche lui ex bianconero, che ha militato nel Foggia di Zeman ed ora ha guidato, in difesa, il Città di Castello alla vittoria in campionato, anche lui alla bella età di 35 anni.
nella foto sotto: in piedi Facchin sorridente è il quarto da destra
