A scuola sì, oppure no?

Andrea Lignani Marchesani, consigliere provinciale di Perugia,  ha commentato così la decisione di presidi di alcune superiori relativa all’insegnamento a distanza per gli studenti umbri, in zona rossa, che vengono a scuola a Sansepolcro :”Una decisione sconcertante che richiama la peste manzoniana se non tragedie del Novecento in cui alcuni esseri umani dovevano portare addosso segni di riconoscimento discriminatori. Occorre un chiarimento istituzionale ed i Sindaci dell’Alto Tevere umbro devono richiederlo al collega di Sansepolcro. Non solo i dirigenti scolastici non hanno riferimenti normativi per non permettere la frequenza di alunni umbri nelle scuole toscane ma ledono precisi diritti costituzionali e questo il Primo cittadino biturgense da ufficiale di Governo ha il dovere di farlo presente. Ricordiamo bene quando proprio Mauro Cornioli in pieno lock down ad aprile si fece promotore e capofila di un’iniziativa con i Sindaci altotiberini per permettere la libera circolazione nei Comuni confinanti. E ora? Non crediamo e non vogliamo credere voglia rimangiarsi la sua coerenza. Se si impedisce l’accesso agli studenti allora si potrebbe passare anche al divieto di accesso per i lavoratori (tanti come gli studenti) che dall’Umbria ogni giorno si recano a Sansepolcro. Con tanti saluti ai diritti fondamentali della Costituzione. Bene hanno fatto i Sindaci Fratini e Paladino ad intervenire cui speriamo si aggiunga Luciano Bacchetta. Ma pretendano una presa di posizione istituzionale”.
Il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta (foto sopra): “La comunicazione del Liceo Città di Piero di Sansepolcro agli studenti umbri che dovranno seguire le lezioni nella modalità della didattica a distanza e che sarà impossibilitato loro l’accesso alla didattica in presenza, perché la provincia di Perugia è zona rossa, non è giusta sul piano morale e sostanziale, ma desta quanto meno forti perplessità anche dal punto di vista giuridico, per cui i sindaci di Città di Castello, San Giustino e Citerna si sono già attivati con la Prefettura di Perugia perché prenda contatto con la Prefettura di Arezzo”. Nel riferire che sulla situazione sia annunciata anche una comunicazione della presidente della giunta regionale dell’Umbria Donatella Tesei e del presidente della giunta regionale della Toscana Eugenio Giani, il sindaco tifernate ha auspicato che “questa brutta, antipatica e molto sgradevole vicenda possa finire molto velocemente e sia stata solo un equivoco, perché non è una bella pagina di collaborazione tra città limitrofe”. “Città di Castello è sempre stata molto generosa con tutti, nell’emergenza da Covid-19 ha spalancato le proprie porte, il proprio ospedale, le proprie strutture a persone provenienti da altri territori e che i nostri ragazzi non possano andare a scuola a Sansepolcro non è un bellissimo messaggio ed è comunque un vulnus che va superato”,
Sul tema il sindaco di Sansepolcro Mauro Cornioli (foto):”In seguito alle problematiche circa la frequenza di ragazzi provenienti dalla zona rossa istituita in Umbria nelle scuole di Sansepolcro, nel rispetto del diritto all’istruzione e del diritto alla salute si informa la cittadinanza e le famiglie che la questione travalica l’ambito e la competenza del Comune: è necessario che a livello regionale siano date indicazioni chiare. Ho personalmente contattato e scritto sia al Prefetto di Arezzo che al presidente della Regione Toscana perchè ritengo indispensabile siano loro, come soggetti di livello superiore, a definire la questione. Appena sarà tutto definito, vi aggiornerò”.Ecco le due lettere che fanno discutere:
“Dall’ 8 febbraio, tutti gli studenti residenti in Umbria dovranno seguire le lezioni a distanza a causa della situazione Covid nella provincia di Perugia”. Il dirigente scolastico del Liceo “Città di Piero” di Sansepolcro, Claudio Tomoli
Giuseppe De Iasi, dirigente scolastico dell’istituto Giovagnoli di Sansepolcro ha comunicato:” Gli studenti provenienti dalla regione Umbra seguiranno tutte le lezioni in modalità a distanza (DAD) per l’intera settimana, fino a venerdì 12 febbraio incluso; i docenti provenienti dalla sopracitata regione svolgeranno le loro attività a distanza, da casa. L’orario NON subirà variazioni”.

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