Una scelta di esperienza in posto 4 (e non solo) per la ErmGroup Altotevere. Come Matteo Maiocchi, arriva dalla Gabbiano Farmamed Mantova e come Augusto Quarta è bolognese: si tratta dello schiacciatore Roberto Pinali, 31 anni compiuti in gennaio e 187 centimetri di altezza, che nel suo curriculum conosce quasi in esclusiva la lettera “A”. Modena in partenza, poi la parentesi in B a Portomaggiore (stagione 2017/’18) e quindi A2 con Potenza Picena, A3 con Motta di Livenza e Portomaggiore, nuova scalata in A2 con Ravenna e approdo in SuperLega con la Valsa Group Modena; infine, due campionati di Serie A3 Credem Banca con la formazione virgiliana. Il bilancio della sua carriera è di 1626 punti complessivi, dei quali 18 nella massima categoria nazionale, 514 in A2 e 1094 in A3; sono 1317 quelli messi a segno in azioni di attacco, 181 gli ace e 128 i sigilli a muro.

“Sono venuto all’Altotevere per fare molto bene – queste le prime parole in biancazzurro di Pinali – e, se possibile, per fare meglio di quanto la squadra ha comunque realizzato nello scorso torneo. Metteremo tutto quello che abbiamo, sperando di riuscire nell’intento”. Ottima l’impressione ricavata sull’ambiente di San Giustino: “Fin dalle prime battute, ho capito subito quanto questa società sia seria e ben organizzata. Senza dubbio, è un buon segno. Per ciò che riguarda l’inserimento geografico della squadra, spero vivamente nel girone Bianco, perché andare a giocare al sud è impegnativo sotto ogni profilo”. Abbiamo visto Pinali all’opera da avversario e le sue caratteristiche sono note; lui stesso le ribadisce: “Sicuramente, la mia principale è il salto e me la cavo abbastanza bene in attacco sia da un lato che dall’altro e do una mano laddove ci sia bisogno”. Attaccanti a lato provenienti entrambi dal Mantova, quindi, per cui ora con Matteo Alpini ci sono l’altro Matteo, Maiocchi e appunto Roberto Pinali, non dimenticando che in questo ruolo è inquadrato anche Giacomo Cherubini. Le ambizioni sono tante per Pinali: “Non sarebbe male coronare la mia carriera con un qualcosa di importante, che per scaramanzia non cito espressamente. Vediamo cosa succederà”, conclude.

C’è una precisa indicazione alla base dell’ingaggio di Pinali e a spiegarla è il diesse Valdemaro Gustinelli: “La sua è stata una scelta molto accurata, in quanto maturata in un momento particolare del mercato, all’indomani della decisione presa da Cappelletti di non proseguire più il suo percorso in Serie A. Ci siamo allora trovati un po’ in difficoltà – non lo nego – anche perché era difficile poter far capire a un atleta del suo calibro e della sua esperienza quanto potesse rivelarsi importante in un roster già quasi al completo per gli schiacciatori. Pinali lo ha capito e – dal momento che noi abbiamo seguito una politica mirata nella costruzione della squadra, senza cioè un opposto di riserva – questo significa lavorare in automatico anche per un sistema di gioco che possa cambiare e rendere più duttili le varie figure. Sia Pinali che gli altri, quindi, non debbono essere visti solo come schiacciatori, ma anche come pedine plasmabili in base alle richieste dello staff tecnico”.