Ravanelli a Città di Castello

L’amico e collega Renato Borrelli ci ha fatto pervenire questa bella notizia:”Giu’ il cappello davanti a Fabrizio Ravanelli, campionissimo sportivo (e questo lo sanno tutti) ma soprattutto di umanità. Lo ha dimostrato questo sabato mattina alla club house del “Bernicchi”, in occasione dell’evento allestito dall’organizzazione di Calciogiovane 90 – manifestazione ripartita quest’anno dopo un lungo stop causa pandemia- per onorare la memoria di Aldo Agostinelli, indimenticato tecnico e (prima) portiere tifernate. Nel suo percorso di allenatore, il popolare Pagnottina ha avuto la ventura anche di incontrare un ancora imberbe Fabrizio (primi anni 80) nelle giovanili del Perugia : ed il ricordo che lui serba dell’antico maestro é da brividi veri: “É stato fondamentale nel mio cammino, mi ha insegnato tantissimo, e non penso agli aspetti tecnici: la sua carica di umanità, la bonomia, il saper affrontare le varie situazioni con impegno strenuo e determinazione… Son state lezioni di vita che non ho dimenticato, e che mi son state utilissime nello sviluppo della mia carriera”.
E quando Penna Bianca ha parlato del suo rapporto col papà, in continuità con gli insegnamenti di Aldo, beh… lì ha veramente commosso tutti, se stesso in primis: “Ha sempre creduto in me, é stato uno sprone fondamentale, e mi ha impartito – al pari dell’allenatore che oggi stiamo ricordando qui- la lezione principale: essere sempre umili, non credersi mai arrivati, neppure quando sei in cima al mondo. Solo così puoi migliorare, e raggiungere traguardi apparentemente impensabili… “. Bella, bellissima testimonianza: dispiace soltanto che, fra il folto pubblico fatto di calciatori e dirigenti che con Agostinelli hanno condiviso, nelle varie realtà ricordate, indimenticabili esperienze, non ci fossero (per motivi logistici: si stavano preparando in vista dell’impegno sul campo del pomeriggio) i bambini protagonisti di Calciogiovane numero 31 : avrebbero ricevuto degli input preziosi, da tenere bene a mente come una stella polare ad illuminare il loro viaggio appena agli inizi… Gongolava Sergio Bartoccioni, il deus ex machina della manifestazione, giustamente fiero di aver fatto venire in Altotevere cotanto personaggio, per commemorare nella maniera migliore la figura di Pagnottina (maestro, fra gli altri, anche suo come numero 1,che ancora ad 81 anni suonati si diletta nella classica partitella del giovedì con gli amici).
Ed orgoglioso è apparso anche il di lui erede, il figlio Alvaro, nel vedere come sia universalmente ricordato il padre Aldo, a distanza di anni dalla sua dipartita. Il sindaco Luca Secondi ha sottolineato l’importanza di non far cadere nell’oblio le personalità che hanno dato con la loro opera lustro alla città, compiacendosi per l’iniziativa, e per i valori che porta con sé Calciogiovane 90: il fair play, e la fondamentale direttiva per i ragazzi del profondo rispetto delle regole, e dell’ avversario. All’assessore Riccardo Carletti è invece spettato il compito di dar vita ad un simpatico siparietto con Ravanelli: dopo 26 anni, da tifosissimo del Liverpool si è ‘riappacificato’ con Silver Fox (lassù lo chiamavano così) per… lo sgarbo alla sua squadra del cuore. All’esordio con la maglia del Middleborough infatti, l’attaccante italiano mise a segno una clamorosa tripletta nel pirotecnico 3 a 3 con i campionissimi della città dei Beatles: “Sì, qualche… accidente all’epoca glielo indirizzai: ma ora che l’ho conosciuto per la persona che è, mi piace assai abbracciarlo, scusarmi, e complimentarmi con lui per una carriera favolosa”. Prosit….

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