Sansepolcro, comune europeo dello sport

Cerimonia breve, ma molto significativa quella che si è svolta a Palazzo delle Laudi anziché a Bruxelles, per la vicenda Covid. E’ stata infatti conferita da Aces,  Federazione delle Capitali e delle Città Europee dello Sport, alla città pierfrancescana la “Bandiera di Comune europeo dello sport 2021”. L’ex giornalista Rai, Ugo Russo, cittadino onorario di Sansepolcro e l’intuito dell’amministrazione comunale hanno portato a ricevere il prestigioso riconoscimento di Comune europeo dello Sport 2021. È questa una manifestazione nata nel 2007 per essere vicina ai tanti comuni italiani che si candidano ogni anno al premio.
Presenti, oggi, nella Sala del Consiglio il sindaco Mauro Cornioli, il presidente con delega allo Sport Lorenzo Moretti, l’assessore Francesco Del Siena, il presidente di Aces Italia Vincenzo Lupattelli, il coordinatore organizzativo Luca Parmigiani e il delegato di Aces per il Centro Italia Gianfranco Mastrangelo.
“Questa bandiera è motivo di orgoglio per noi, non perchè fine a se stessa ma in rappresentanza di un impegno da sempre dimostrato, ha commentato Lorenzo Moretti. Prossimamente verrà firmato un altro protocollo con la Regione Toscana che consentirà di avere un occhio di riguardo per proposte future che faremo in tema di sport. Sansepolcro è la culla dello sport: lo dimostrano i numeri. Ben 4000 famiglie sono impegnate o coinvolte in attività sportive”.
Il presidente di Aces Italia, Lupatelli, ha ricordato che, “nonostante l’anno in corso non consentirà di organizzare gli eventi e le iniziative che erano in programma, i Comuni europei dello Sport restano tali per sempre, non solo nell’anno relativo alla candidatura. Si potranno quindi fare progetti europei con gli altri comuni, per esempio. Questo è solo l’inizio”.
Il sindaco Cornioli ha sottolineato il valore sociale ed educativo dello sport. “Non sappiamo cosa riusciremo a fare in questo 2021 perchè non è prevedibile, ma con Aces faremo in modo di organizzarci e organizzare qualcosa. L’augurio è di tornare a fare cose normali. La normalità sono i nostri bambini che giocano nei campi di calcio o al palazzetto”.

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