Dopo il pari del Sansepolcro a Marsciano, ancora Mariotti (nella foto) in goal, contro la Nestor, e quello dell’Ellera in casa con il Castiglione del Lago, la situazione ai vertici rimane la stessa con i bianconeri di Armillei che guidano con tre punti di vantaggio sull’Ellera, ma devono riposare il 30 aprile. Il Lama non va oltre il pari con l’Olympia Thyrus l’Ellera torna in casa per ospitare il Castiglion del Lago. Il campionato a tre dal termine per il Sansepolcro e a quattro per l’Ellera è ancora apertissimo per il passaggio in serie D. Sansepolcro in dieci l’ultimo quarto d’ora per l’espulsione di Nuti.
Il Campionato di serie D dopo il turno di risposo è ripreso con diversi anticipi. La Sangiovannese, in attesa del reclamo del Grosseto sull’altezza delle porte, sarà a Borgo a Mozzano con il Ghiviborgo, fuori casa il Poggibonsi con il Montespaccato, mentre sarà in casa il Terranuova con la Flaminia. Perde il Città di Castello in casa con il Gavorrano, pari di Fiorucci, per l’Orvietana a Serravezza, mentre il Trestina vince nettamente fuori casa. L’Arezzo ad un passo dalla serie C.
Queste le gare della 29^ Giornata
Sabato 1 aprile
Ghiviborgo-Sangiovannese 1-1
Montespaccato-Poggibonsi 2-4
Terranuova-Flaminia 1-3
Grosseto-Arezzo (a Poggibonsi) 1-2
Ponsacco-Trestina 1-4
OstiaMare-Tau 1-1
Domenica 2 aprile
Città di Castello- Gavorrano 1-2
Livorno-Pianese 2-2
Serravezza-Orvietana 3-3
Questa l’attuale classifica dopo 29 giornate, ne mancano 5 al termine ed in palio ci sono 15 punti.
Arezzo 65 Pianese 56 Poggibonsi 50 F. Gavorrano 50 Livorno 44 Flaminia 41 Ghiviborgo 41 Seravezza 39 Sangiovannese 39 Ponsacco 34 Ostia Mare 33 Tau Altopascio 32 Grosseto 31 Orvietana 31 Città di Castello 30 Trestina 30 Terranuova 27 Montespaccato 27
Per il Città di Castello sino al 7 maggio, si decideranno le sorti. Due partite in casa: Sangiovannese, Terranova Traiana, tre fuori: col Trestina, giovedì 6 aprile, poi Orvietana col grande ex Silvano Fiorucci, quindi chiusura all’ultima giornata a Civita Castellana. I biancorossi hanno inanellato sette sconfitte nelle ultime sette partite
Il Trestina avrà fuori due difficili partite, la prima a Livorno e poi ad Arezzo, mentre tra le mura amiche del Casini tre scontri diretti: giovedì 6 aprile con il Città di Castello, quindi il 23 aprile con il Montespaccato e chiusura con l’Ostiamare il 7 maggio.
L’Orvietana di Fiorucci 8nella foto) avrà fuori Ponsacco e Livorno, mentre al Ciconia di Orvieto giocherà il 6 aprile con il Ghiviborgo, il 23 aprile con il Città di Castello ed il 7 maggio con il Montespaccato due scontri diretti su tre.
Parliamo di sport, ma anche di altro. Di dittatori ne è stato e ne sarà pieno il mondo. Una carrellata per vederli più da vicino. POL POT: (comunismo).1975-1979. Considerato uno dei più spietati dittatori del novecento, fu diretto ispiratore e responsabile della tortura e del massacro stimato di circa un milione e mezzo di persone. In totale circa un terzo della popolazione cambogiana perse la vita nel periodo tra il 1975 e il 1979, in quello che è noto come genocidio cambogiano. ADOLF HITLER: (nazismo). 1933-1945. Responsabile della morte di milioni di persone, Hitler fu propugnatore di un’ideologia nazionalista e razzista, nonché di una politica di discriminazione e sterminio che colpì vari gruppi etnici, politici e in particolar modo, gli ebrei. Segregati sin dal 1933 dalla vita sociale ed economica del Paese, gli ebrei e le altre minoranze furono oggetto dal 1941 di un piano d’internamento e sterminio noto con il nome di soluzione finale, al quale ci si è riferiti sin dall’immediato dopoguerra con il termine di Shoah o Olocausto. IOSIF STALIN (comunismo) 1941-1953. Prima della dissoluzione dell’Unione Sovietica i ricercatori che hanno tentato di determinare il numero di persone uccise sotto il regime di Stalin hanno prodotto stime che vanno dai 3 ai 60 milioni di individui. Lo scrittore russo Vadim Erlikman, ha formulato le seguenti stime: esecuzioni: 1,5 milioni; gulag: 5 milioni; deportazioni: 1,7 milioni su 7,5 milioni di deportati; prigionieri di guerra e civili tedeschi: 1 milione; per un totale di circa 9 milioni di vittime conseguenti alla repressione. Stalin rivestì un ruolo fondamentale nella lotta contro il nazismo e nella sconfitta di Adolf Hitler. Quando Stalin morì, Palmiro Togliatti, capo del Partito Comunista Italiano, affermò:
“Giuseppe Stalin è un gigante del pensiero, è un gigante dell’azione. Col suo nome verrà chiamato un secolo intero, il più drammatico forse, certo il più denso di eventi decisivi della storia faticosa e gloriosa del genere umano”
Il socialistaSandro Pertini lo commemorò in parlamento in qualità di capogruppo del suo partito:
“Il compagno Stalin ha terminato bene la sua giornata, anche se troppo presto per noi e per le sorti del mondo. L’ultima sua parola è stata di pace. Si resta stupiti per la grandezza di questa figura che la morte pone nella sua giusta luce. Uomini di ogni credo, amici e avversari, debbono oggi riconoscere l’immensa statura di Giuseppe Stalin. Egli è un gigante della storia e la sua memoria non conoscerà tramonto.”
MAO TSE-TUNG(comunismo) 1945-1976. Le stime del numero di vittime totali del periodo 1949-1976 sono molto discordanti tra loro, variano da 20 a 80 milioni: comprendono da 2 a 5 milioni di contadini durante il terrore della riforma agraria nel 1951-1952, da 20 a 40 milioni per la carestia del 1959, alcuni milioni per i laogai e da 1 a 3 milioni per la rivoluzione culturale. JORGE RAFAEL VIDELA (militarista-anticomunista) 1976-1981 è stato un generale e politicoargentino, dittatore , 42º presidente dell’Argentina tra il 1976 e 1981, durante il regime militare è stato responsabile di crimini contro l’umanità, per l’omicidio dei desaparecidos. È stato condannato a due ergastoli e 50 anni di carcere per vari crimini contro l’umanità, tra i quali l’assassinio e la tortura di oltre 30.000 persone. Scontò la pena nel carcere di Marcos Paz, durante gli ultimi anni della sua vita. Il regime militarista, anticomunista e autoritario di Videla è stato avvicinato al fascismo.
BENITO MUSSOLINI (fascismo) 1922-1943. Colpevole di aver creato il Partito Fascista e di aver condotto al macello tanti italiani durante la II Guerra Mondiale. Il 10 marzo 1940 Mussolini accolse a Roma il ministro degli esteri tedesco Von Ribbentrop e il successivo 18 marzo incontrò Hitler al Brennero, ricevendo da entrambi forti pressioni a entrare in guerra al fianco della Germania. Ricevette messaggi da Winston Churchill, da Papa Pio XII e da Roosevelt, che gli chiedevano di rimanere neutrale. Di fronte agli straordinari e inaspettati successi della Germania nazista tra l’aprile e il maggio del 1940, Mussolini ritenne che gli esiti della guerra fossero oramai decisi, il 10 giugno dichiarò guerra alla Francia e alla Gran Bretagna. Dopo vari anni di potere fu catturato a Dongo dai partigiani che il 28 aprile 1945 su ordine di Leo Valiani, Lugi Longo, Emilio Sereni e Sandro Pertini lo uccisero senza processo data l’urgenza. Mussolini fu fucilato, assieme a Claretta Petacci a Giulino di Mezzegra. Tempi e modi dell’esecuzione furono dettati anche dalla volontà di evitare interferenze da parte degli alleati, che avrebbero preferito catturare Mussolini e processarlo davanti a una corte internazionale. JOSIP BROZ TITO: (comunismo) Leader della Jugoslavia dal 1945 al 1980. Nel marzo del 1948, Stalin richiamò tutti i consiglieri militari e gli specialisti civili presenti in Jugoslavia. Poco dopo, una lettera del Comitato Centrale sovietico iniziò a criticare le decisioni del PC jugoslavo. Allo stesso modo, i dirigenti jugoslavi vicini a Tito fecero blocco attorno a lui e quelli fedeli a Mosca furono esclusi dal Comitato Centrale e arrestati. Il Cremlino giocò l’ultima carta portando la questione davanti al Cominform, ma Tito si oppose. A questo punto il Cominform considerò il rifiuto jugoslavo come un tradimento. Escludendo la Jugoslavia dal Cominform, Stalin sperò di provocare una sollevazione nel paese. Ma ciò non avvenne e il Partito Comunista di Jugoslavia, epurato dai “cominformisti”, elesse un nuovo Comitato Centrale totalmente devoto a Tito. Si ritiene che oltre 1.072.000 Jugoslavi siano morti per colpa diretta o indiretta di Tito tra il 1944 e il 1987, inserendolo di conseguenza fra i maggiori “mega-assassini” della storia. I massacri e le persecuzioni degli oppositori veri o presunti si susseguirono negli anni. Gli storici imputano a Tito il massacro di Bleiburg e le stragi sommarie di decine di migliaia di domobrancisloveni, ustasciacroati,e cetniciserbi nei mesi successivi alla fine della guerra. Oltre l’uccisione tramite le foibe di vittime italiane nel Friuli. Fu eliminato un numero imprecisato di oppositori del costituendo regime, tanto che si è detto che “alla prova dei fatti, dopo la sconfitta delle forze dell’Asse essere antifascisti ma filooccidentali esponeva a maggiori rischi che essere stati collaboratori dei fascisti”. Il governo di Tito decise di espellere circa 150.000 tedeschi etnici (Volksdeutsche) rimasti nei territori jugoslavi dopo la fine della guerra, rispetto ai precedenti 500.000 registrati nel censimento jugoslavo del 1921. Fra la metà di ottobre del 1944 e la metà di aprile del 1945, almeno 5.800 tedeschi della Vojvodina vennero fucilati dai partigiani jugoslavi. Le donne dei villaggi subirono violenze carnali dai partigiani assieme a componenti dell’Armata Rossa. Alla fine di marzo del 1945 i tedeschi etnici ancora rimasti nel Paese vennero rinchiusi in campi di concentramento, ove la percentuale di sopravvissuti fu inferiore al 50%. A parte i 7.199 fucilati dai partigiani, 48.477 Volksdeutsche (tedeschi etnici) morirono nei campi di concentramento in Jugoslavia e 1.994 vennero deportati nei campi di lavoro in Unione Sovietica. Il tema della responsabilità diretta di Tito e del suo governo per le persecuzioni anti-italiane e i massacri delle foibe è stato affrontato da diversi storici italiani e – più recentemente – anche di altri Paesi. A Tito vengono imputate le persecuzioni contro i cominformisti successive al conflitto sovietico-jugoslavo del 1948, con l’incarcerazione di centinaia di migliaia di jugoslavi sospetti e l’apertura di una serie di campi di concentramento o di lavoro ove trovarono la morte migliaia di jugoslavi, fra i quali particolarmente noto quello di Goli Otok. Fermiamoci qui perché viste alcune notizie, prese da Wikipedia, ci indurrebbero a continuare, ma abbiamo appurato che di senza ragione ci sono e ci saranno sempre e ne è pieno il mondo da 3000 anni ad oggi. Li vogliamo però alcuni, i più recenti, ugualmente ricordare il giapponese Hideki, il cileno Pinochet, il tedesco Honecker, l’albanese Hoxha, lo spagnolo Franco, il rumeno Ceausescu, ad Haiti Duvalier, ma anche l’Africa non è immune con Mobutu, Gheddafi, oppure in Asia o medio oriente con l’iraniano Khomeini, o l’iracheno Saddam Hussein. Stop perché ci stiamo avvicinando…. ad oggi.
Venti i convocati da Antonio Armillei per la sfida con la Nestor di Marsciano allenata da qualche tempo, non dall’inizio, da Marco Di Loreto, ex stopper, come si diceva una volta, dell’Arezzo di Serse Cosmi. Tra gli ex di turno Giuseppe Carbonaro, tornato disponibile nel Sansepolcro a gennaio 2023 dopo l’intervento al crociato a luglio 2022. I ricordi di Marciano, chiediamo, sono proprio positivi. “ Un ricordo bellissimo, ci dice, una stagione veramente indimenticabile”. Ma con la Nestor hai ricoperto due ruoli. “ Un po’ in mezzo e un po’ a difendere”. Un’annata dove segnavi. “Esatto, vincemmo Coppa Italia e Campionato, misi a segno 6 reti come centrocampista, una di queste ci fece vincere la Coppa e restammo imbattuti nell’intera stagione. Andai alla Nestor per un discorso legato all’Università, vi restai un anno, poi il ritorno a Sansepolcro”. Ed ora una Nestor da avversaria con alcuni compagni di allora che troverai come avversari. “ E’ vero, rivedrò tanti volti di quel 2018, giocatori che sono sempre in forza alla Nestor. Sarà una gara difficile, una delle quattro finali che ci restano, come dice mister Armillei, ma che pesa più di altre volte. Sarà una partita impegnativa perché loro hanno riacquistato fiducia con Di Loreto allenatore”. Di Loreto che ci riporta indietro di tanti anni, quasi 30, quando militava in serie D con l’Arezzo. “Sì, ci conferma Carbonaro, era il Sansepolcro di Trillini e mi auguro, questa volta, di sconfiggerlo Di Loreto. Giochiamo in un campo grande dove avremo più spazi, per cui vogliamo i tre punti in palio. Lo stadio Ceccarini, intitolato ad uno dei Presidenti storici della Nestor, sotto questo aspetto, mi auguro ci possa dare una mano come quell’anno che Fraschetti ottenne un pari qui e poi vinse il Campionato, ma noi puntiamo, oggi, alla vittoria”. La gradinata vi seguirà? “Come sempre. So che hanno allestito diversi pulmini per starci vicino ed incitarci a Marsciano”. Nel Sansepolcro mancherà Del Siena, squalificato per una giornata con il tecnico in seconda Picchi, mentre Carbonaro potrebbe fare il suo esordio dal primo minuto anche se la concorrenza tra i bianconeri è tanta. A dirigere l’incontro dalla Sicilia arriva Emanuele Orlandi alla 15^ esperienza in questa stagione con 4 vittorie delle squadre di casa, due pareggi e 8 successi per gli ospiti. Armillei ha recuperato tutti per cui le indecisioni sono d’obbligo anche se potremmo vedere questo undici: Mariangioli, Carbonaro, Pedrelli, Croce, Gorini, Burzigotti, Braccini, Locchi, Essoussi, Valori, Mariotti. In panchina, ma ci potremmo sbagliare, Patata, Beers, Nuti, Quadroni, Priorelli, Brizzi, Gennaioli, Arcaleni, El Mohtarim.
Il Campionato di serie D dopo il turno di risposo è ripreso con diversi anticipi. Il Trestina stravince a Ponsacco con doppietta di Ferri Marini, reti di Dinolfo e Brevi.
Queste le gare degli anticipi della 29^ Giornata quando mancano sei turni alla fine, compreso il presente:
Sabato 1 aprile
Ghiviborgo-Sangiovannese 1-1
Montespaccato-Poggibonsi 2-4
Terranuova-Flaminia 1-3
Grosseto-Arezzo (a Poggibonsi) 1-2
Ponsacco-Trestina 1-4
OstiaMare-Tau 1-1
Domenica 2 aprile
Città di Castello- Gavorrano
Livorno-Pianese
Serravezza-Orvietana
Questa l’attuale classifica dopo 28 giornate che non tiene conto dei 6 anticipi:
Arezzo 62 Pianese 55 Poggibonsi 47 F. Gavorrano 47 Livorno 43 Ghiviborgo 40 Seravezza 38 Sangiovannese 38 Flaminia 38 Ponsacco 34 Ostia Mare 32 Tau Altopascio 31 Grosseto 31 Orvietana 30 Città di Castello 30 Trestina 27 Terranuova 27 Montespaccato 27
San Giustino punta ai play off, ma non sarà facile. Dopo il difficile match di domenica scorsa finito al tie-break con Mirandola, dove i ragazzi di Bartolini hanno avuto la meglio conquistando due punti fondamentali, gli umbri guardano all’ultimo incontro della regular season del Campionato di Serie A3. Una trasferta impegnativa, considerando il calibro dell’avversario: Moyashi Garlasco.Capitan Davide Marra tira le somme e, fiducioso, aspetta di scendere in campo insieme ai suoi al Palazzetto dello sport Giuliano Ravizza di Pavia domenica 2 aprile alle 18: ”Sapevamo che la partita di domenica scorsa, sottolinea, sarebbe stata difficile, consapevoli che Mirandola sarebbe venuta a San Giustino per provare in tutti i modi a vincere portando via punti preziosi; ci siamo fatti trovare pronti. Siamo stati bravi nella prima parte di gara ed anche al tie-break, non era semplice mantenere la concentrazione, non è stato affatto un match facile. Per quanto riguarda la partita con Garlasco, sarà impegnativa, difficile. E’ una realtà molto forte, hanno delle importanti individualità e sicuramente per noi sarà un incontro impegnativo. Dovremo però pensare alla nostra metà campo e provare ad esprimere la nostra migliore pallavolo, cercando di metterli in difficoltà”. Le primo otto vanno ai play off.
Il Sansepolcro a Marsciano contro la Nestor, l’Ellera torna in casa per ospitare il Castiglion del Lago. Il campionato a quattro dal termine per il Sansepolcro e a cinque per l’Ellera è ancora apertissimo per il passaggio in serie D. Una gara sarà anticipata a domani, sabato, a Santa Maria degli Angeli si affronteranno, infatti, Angelana e Atletico Bmg. Il Lama si gioca molto contro l’Olympia Thyrus.
Queste le partite:
Angelana- Atletico sabato 1 aprile Nestor-Sansepolcro Ellera-Castiglione del Lago Branca-Foligno C4 Foligno-Pontevalleceppi Cannara-San Sisto Lama-Olympia Thyrus Ventinella-Narnese Riposa Pontevecchio
LA CLASSIFICA:
Sansepolcro 58 Ellera 55 San Sisto 45 C4 Foligno 41 Atletico Bmg 40 Angelana 39 Lama 39 Olympia Thyrus 39 Branca 38 Narnese 37 Pontevalleceppi 36 Castiglione del Lago 31 Nestor 28 Foligno 27 (5 punti di penalizzazione) Ventinella 24 Pontevecchio 19 Cannara 18
Mancano 3 giornate al termine, poi playoff e playout anche se per i vertici il torneo sembra ad appannaggio del Figline che lo scorso anno se lo era aggiudicato, ma per varie vicissitudini non riuscì poi nell’impresa, lasciando spazio. La Baldaccio Bruni Anghiari sarà impegnata in casa con la Fortis e sulla carta la gara è molto difficile. Non si giocherà….fuori, ma… al Saverio Zanchi. La salvezza è però a portata di mano.
La 32^ Giornata:
Baldaccio-Fortis Castiglionese-Lastrigiana Chiantigiana-Foiano Colligiana-Pontassieve Firenze Ovest-Porta Romana Mazzola-Zenith Rondinella-Figline Signa-Prato 2000 Riposa Sinalunghese
Domenica ci sarà Carbonaro che scenderà sul campo di Marsciano da ex. Giuseppe è stato, infatti, uno dei marcatori principali di quella Nestor che nella stagione 2018 fu imbattuta e vinse sia Coppa che Campionato di Promozione. Ringraziamo Carbonaro che ci ha inviato le pagine di quel trionfo.
Ma ora, lui, è tornato a Sansepolcro e, nonostante abbia segnato il gol della vittoria in Coppa Italia allora, questa volta si presenterà da ex. e…..
La regular season sta per finire, la New Volley Borgo Sansepolcro in C maschile si accinge a disputare i play off. Ovvio che le meglio classificate hanno l’opportunità di giocare in casa l’eventuale terza partita, si qualificano le prime otto.