Una giovane aretina alle audizioni per la Royal Ballet di Londra

Emma Ferruzzi de La Piccole Etoile ha superato le prime selezioni tra millequattrocento coetanee

La tredicenne coltiva il sogno di entrare in una delle più importanti compagnie di balletto al mond

Una giovane aretina alle audizioni per la Royal Ballet di Londra. Emma Ferruzzi, allieva tredicenne della scuola di danza La Piccole Etoile, ha superato le prime selezioni tra millequattrocento coetanee di ogni continente e può ora coltivare il sogno di entrare a far parte di una delle più importanti compagnie al mondo che è stata fondata nel 1931 e che è riconosciuta con licenza reale come compagnia ammiraglia di balletto nazionale della Gran Bretagna. L’ultimo incontro è avvenuto direttamente nella sede della scuola londinese a Covent Garden dove ha meritato l’accesso alla fase finale di mercoledì 21 febbraio che decreterà le migliori ragazze che entreranno nella Royal Ballet e che avranno dunque l’opportunità di vivere un percorso di studi di otto anni finalizzato alla formazione di ballerine professioniste.
Il percorso artistico di Ferruzzi ha preso il via ad appena due anni quando ha varcato per la prima volta le porte de La Piccola Etoile della maestra Elisa Rossi dove ha iniziato a coltivare la passione per la danza classica. La formazione nella scuola aretina è stata arricchita dalla partecipazione a masterclass, workshop e seminari in tutta Italia per studiare con docenti di spessore nazionale e internazionale, con un impegno e una determinazione che hanno trovato gratificazioni nelle vittorie di numerosi concorsi. Una tra le maggiori soddisfazioni è arrivata nell’aprile del 2023 con il primo posto nella categoria “Solisti Allievi Classico” ottenuta al PID – Premio Internazionale Danza Città di Rieti che ha rappresentato la definitiva consacrazione del talento dell’aretina e che ha motivato ad avanzarne la candidatura per la Royal Ballet di Londra. Questo traguardo rappresenta un motivo di particolare entusiasmo anche per La Piccola Etoile che è stata fondata nel 2011 dalla stessa Rossi e che, nella propria sede in via Donat Cattin ad Arezzo, fa oggi affidamento sulla collaborazione con docenti professionisti per l’insegnamento di propedeutica, danza classica, danza contemporanea e hip-hop. “La Royal Ballet rappresenta una delle massime espressioni della danza internazionale e una delle migliori scuole per future professioniste – spiega Rossi. – L’accesso di Ferruzzi tra le migliori allieve al mondo ammesse all’audizione finale è un traguardo storico per la nostra scuola e, in generale, per il panorama coreutico locale, frutto di molti anni di sacrifici, passione e studio. Il talento individuale, la professionalità dell’insegnamento, le opportunità di formazione e, soprattutto, l’appoggio incondizionato della famiglia nel sostenerne il percorso artistico sono stati fondamentali in questo cammino, con una combinazione di tanti diversi fattori che permette ora di sognare traguardi particolarmente prestigiosi“.

Ed eccoci con Tricca

INTERVISTA DI 5 ANNI FA

Giuseppe Tricca, difensore bianconero, vuole essere da sprone per il Sansepolcro che vuol salvarsi in questa stagione di serie D, festeggiando assieme, 45 anni dalla C2 con gli sportivi bianconeri che si augurano in una salvezza 2023-2024.

Giuseppe Tricca era un autentico “mastino” in quel campionato di serie D che portò il Sansepolcro, 40 anni fa, in C2. Sì, stiamo parlando di un altro di quei campioni bianconeri che vinsero un torneo che ancora tutti ricordano: stagione 1978-79.
Terzino, classe 1954, oggi quindi 65enne, ma 40 anni fa ce n’erano pochi come lui che, dal fischio d’inizio ti si metteva accanto e non ti faceva muovere.
“Gran bei ricordi, ci dice, quella stagione è nel mio cuore come penso in quello di tutti i bianconeri che vinsero quel torneo”.
E poi c’era il Buitoni…
“Che stadio, come impianto, allora, era all’avanguardia, ma per noi era già un gran bel vedere, dalla terrazza antistante, per godersi quel pubblico che era il 12° uomo in campo. Sentivamo queste sensazioni prima di entrare”.
Una stagione da ricordare quel 1978-79.

“Vedi, ricordo bene quel campionato, legato, al tempo stesso, a momenti in cui molti di noi giocavano già insieme e che trovarono il culmine in quella stagione, e ricordo naturalmente chi era con me 40 anni fa. Amicizie che ancora ho e che sono nate e cresciute a seguito di quella rosa, di quella squadra e di quella vittoria finale. Mearini, Facchin, Bonfante, Donato, che era un avversario giocando a Città di Castello, ma, naturalmente Giulianini con il quale ho avuto un passato anche nell’Arezzo”.
Nella foto sotto: Tricca è nella zona centrale e partendo da destra il secondo accanto al massaggiatore di allora Emilio Mattei.

Tra i ricordi ci sarà naturalmente quella vittoria a Città di Castello.
“E io c’ero. Ovvio che sia un momento che non dimenticherò, ma eravamo talmente pronti, carichi, con mister Grassi ci aveva preparato a dovere, che la vittoria, ora come ora, mi sembrava quasi scontata. Ho anche altri momenti a cui pensare, vedi la partita di Molinella, oppure le altre gare con tante squadre di quel girone, ma il tutto legato, poi, ai successi di quel Sansepolcro e a qualche stop di Fermana o Elpidiense, oltre ad alcune compagini che stanno facendo la storia in questi giorni.”
E il calcio dilettantistico adesso?
“Non lo seguo molto, l’attuale momento è diverso da quello che vivevamo noi 40 anni fa, ora è tutta un’altra cosa. Sono sincero, mi piace meno. Sono venuto a vedere qualche partita del Sansepolcro, sanno farsi valere, ma il calcio di 40 anni fa, senza nulla togliere a quello attuale, era una cosa diversa. Mi riferisco anche al pubblico che, nelle ultime sfide del Sansepolcro è tornato a farsi sentire, ma, allora, entrare al Buitoni era un…incubo per gli avversari e quando andavamo fuori ci portavamo dietro quella nomea di squadra imbattibile, tra le mura amiche, che metteva soggezione. Mi ricordo, poi, li cito con i loro soprannomi, “Checco e  Molotov”, personaggi che incutevano paura a chiunque, al Buitoni, ma che erano, in realtà, più buoni del pane”.
E adesso, calcio alle spalle, cosa fai?
“Dopo aver sistemato qualche problema di lavoro, ero impegnato con Supermaglia e Cose di Lana, vado in bicicletta e, se l’amico Facchin è pronto, ci lanciamo in delle belle sfide, nonostante un’età non più proprio…verde”.

Il Città di Castello vuol risalire

Il Città di Castello, nato per vincere il campionato, si trova ora relegato in zona play out dell’Eccellenza Umbra. E dire che la squadra c’era, ma qualche cosa forse non ha funzionato. 
“E’ una bruttissima classifica, a parlare è mister Armillei che guida il Città di Castello, all’inizio avevamo altre prospettive, ma se siamo in questa classifica, vuol dire che abbiamo anche dei liniti.” 
Queste parole dopo la gara di Castiglion del Lago e prima dell’arrivo dei nuovi biancorossi: Sylla, Tersini e Cusanno. Tra gli arrivi anche quello del preparatore atletico Valerio Campriani dal Sansepolcro. In partenza il portiere Mazzoni a lungo infortunatosi, i difensori Carnicelli e De Vitis oltre al centrocampista Paladino. Alle porte la trasferta di Terni dove i biancorossi di Armillei affronteranno l’Olympia Thyrus, altra squadra che vuole togliersi di dosso l’attuale posizione di classifica.
 

Ed ora tocca a Facchin

La città di Sansepolcro festeggiava la squadra in C2 dopo un Campionato entusiasmante nella stagione 1978-79. Riviviamo con Claudio Facchin una intervista di cinque anni fa. Che questa sia di buon auspicio, si augurano gli sportivi, per una salvezza del Sansepolcro a 45 anni di distanza da quel trionfo.

INTERVISTA DI 5 ANNI FA
“Quanta gente c’era allo stadio. Le gradinate e la tribuna del Buitoni erano sempre strapiene e il tifo era incessante”. 
A parlare è Claudio Facchin, uno di quei giocatori che è rimasto e rimarrà nella storia della Sansepolcro calcistica, uno di quelli che può dire a chiare note:” Io c’ero”.
Centrocampista, il 10 di una volta, in cabina di regia, sempre testa alta in mezzo al campo, autore di due reti nel campionato 1978-79, quello della Promozione in C2.
Facchin e quella squadra che, 40 anni fa, vinse assieme al Città di Castello la serie D ed approdò, per la prima volta nella storia calcistica bianconera, tra i professionisti, in C2.
Non è originario di Sansepolcro, nato nel 1952 a Torino, ma che…….biturgense lo è poi diventato, a tutti gli effetti, sposando la signora Silvana Frullani, biturgense doc.
“Ora sono da qualche mese in pensione, ci dice, ma il ricordo di quel campionato è sempre vivo. Anzi, mi sembra ieri. Sono stato, in questi giorni, a Città di Castello, nel negozio di Tellini (altro di quei giocatori 78-79 ndr) e indovina di cosa abbiamo parlato?”
Dimmelo tu.
“Di quella squadra, di quel Sansepolcro che, a mio parere, è stato straordinario”.
Un bel gruppo.
“A partire dai giovani, quelli che arrivavano da fuori, vedi Bruscaglia e Balducci, ma anche quelli locali, i vari Mearini, Becci, Testerini, Barculli, tanto per citarne alcuni. Adesso le società hanno, giustamente, l’obbligo di impiegare i ragazzi, allora il posto te lo dovevi conquistare”.
Diverso il calcio di quei tempi con quello di oggi.
“Molto, 40 anni fa era più tecnico di adesso”.
Ti ricordi qualche partita in particolare?
“Due di sicuro; la prima a Molinella, dove mister Grassi continuava a dirci, alla vigilia, che la gara sarebbe stata molto difficile, che gli avversari erano forti. Vincemmo con una facilità, quasi disarmante. Capimmo che eravamo un gran bella squadra. E poi mi ricordo di quel successo a Città di Castello, che non arrivava da più di venti anni, ma la rete di Magara fece scoppiare di gioia il lato dove erano i nostri tifosi”.
E poi i festeggiamenti con l’amichevole proprio a Città di Castello.
“Doveva essere la partita dell’amicizia…….Volarono tante di quelle botte, tra le due squadre, alla faccia dell’amicizia. Tellini e Mambrini ne sono……..testimoni”.
Tu sei diventato, da quella stagione, un altro biturgense doc.
“Ero partito come giocatore a Parma, fui ceduto in prestito al Città di Castello, conobbi la mia futura moglie e chiesi di rimanere in zona. Fui ceduto, invece, al…Cuneo, dove disputai, in un’amichevole contro il Torino, una partita che lasciò tutti sbalorditi. Rimasi quindi un anno a Cuneo, ma alla fine, la stagione successiva, riuscii ad arrivare a Sansepolcro”.
Claudio, grazie per la chiacchierata, ma ti abbiamo interrotto mentre forse guardavi una partita in Tv?
“Non ti preoccupare, quando posso guardo l’Atalanta”.
L’Atalanta????
“Sì perché Gasperini, tecnico dei neroazzurri bergamaschi è mio cugino diretto”.
Il calcio è proprio nel sangue in questa famiglia, visto che Claudio ha smesso di giocare a 42 anni e che è il suocero di Iozzia, anche lui ex bianconero, che ha militato nel Foggia di Zeman ed ora ha guidato, in difesa, il Città di Castello alla vittoria in campionato, anche lui alla bella età di 35 anni.

nella foto sotto: in piedi Facchin sorridente è il quarto da destra

Sansepolcro 1978-79 tris

Si chiude il 2023 anche per la Chimera Arezzo

La Chimera Nuoto Arezzo archivia il 2023 di gare con la fase regionale della Coppa Brema. La competizione, valida come qualificazione per i futuri campionati italiani a squadre dalla A1 alla B, è stata ospitata dalla piscina di Livorno e ha visto la società aretina schierare undici giovani nuotatori che sono scesi in vasca con positivi risultati nella massima categoria degli Assoluti. La somma dei piazzamenti nelle diverse specialità ha permesso alla Chimera Nuoto Arezzo di assestarsi al nono posto nella classifica generale maschile e al decimo posto nella classifica generale femminile, ottenendo una doppia posizione di rilievo tra società di tutta la Toscana. 

Tra poco sono 45 anni

Sansepolcro e Città di Castello tra qualche mese celebreranno la loro promozione in C2 a distanza di 45 anni.
Ecco i nomi delle due squadre che trionfarono nella serie D 1978-1979:
Giocatori Sansepolcro:
Balducci Claudio,  Barculli Mario, Becci Ivano, Berghi Andrea, Bonfante Giorgio, Bruscaglia Mario, Chiasserini Fernando, Ciolfi Moreno, Colavetta Nereo, Facchin Claudio, Giulianini Claudio, Landi Luca, Magara Olinto. Mearini Oriano, ,Rossi Alessandro, Tellini Alessandro, Testerini Franco , Tricca Giuseppe.
Presidente Cesari Marino 
Allenatore Silvano Grassi
Vice Allenatore: Del bene Settimio
Direttore Sportivo Efrem Dotti,
Massaggiatore Emilio Mattei 
Medico Sociale: dott, Nucci Pietro
Segreteria: Robustelli Domenico
Dirigenza:
Belloni Gianfranco
Cesari Marino 
Guazzolini Lorenzo
Staff:
Giorni Sauro
Alcuni purtroppo ci hanno lasciato:
Grassi Silvano (allenatore)
Dotti Efrem (direttore sportivo)
Mattei Emilio (massaggiatore)
Dott. Nucci Pietro (medico sociale)
Robustelli Domenico (segreteria)
Il Città di Castello trionfò con : 
Giocatori:
Silvestro Baldacci; Gianluca Baracco; Giuseppe Bernicchi; Massimo Bistarelli; Roberto Borsi; Roberto Briganti; Fabio Calderini; Mario Catalucci; Giorgio Casciarri; Fabrizio Cerini; Antonio Donato; Stefano Fabbri; Pietro Locchi; Gianluca Luconi; Giuliano Mambrini; Antonio Pastorello; Silverio Rico; Dante Selvi; Francesco Sfrappini; Giuseppe Stefanetti; Sandro Tosti, Paolo Valori. 
L’allenatore era Luigi Milan (da poco scomparso), con il vice Giulio Vitaloni e il direttore sportivo Fiorenzo Luchetti, il medico sociale Gianfranco Bellini e il massaggiatore Franco Milli.
Il presidente Azelio Renzacci (scomparso alcuni anni fa) aveva come dirigenti Silvano Ciani, Nazzareno Boriosi, Italo Cesarotti, Sergio Seroni, Valentino Mercati, Fabio Nisi, Paolo Duccio Ducci.

UN SOGNO CHE DIVENNE REALTA’.
Se ci siamo dimenticati di qualcuno ce ne scusiamo e siamo qui per rimediare. Grazie

A tu per tu con Mario Barculli

Dopo Magara e Bonfante, proseguiamo la nostra carrellata di cinque anni fa, parlando con l’attaccante Mario Barculli che nella stagione 78’79 aveva 21/22 anni. Tra poco saranno 45 anni che il Sansepolcro approdò in C2 e per la squadra di ora che vuole salvarsi, il 2024 che sta per arrivare sarà, di questo gli sportivi ne sono certi, uno sprone in più per ottenere la salvezza. Ricordiamo che l’intervista è di 5 anni fa.

Foto sopra: Barculli in alto, in piedi, è il terzo da destra

Finisce proprio oggi, 19 aprile, 62 anni, ed anche lui è uno di quegli artefici del successo del Sansepolcro; parliamo di Mario Barculli, attaccante, classe 1957, che era nella “truppa” di Silvano Grassi che conquistò, 40 anni fa, la promozione in C2, la prima ed unica, nella storia della Sansepolcro calcistica.
Auguri, naturalmente Mario, ma a distanza di 40 anni….
“Grazie anche dell’opportunità, festeggio i 62 anni, con, onestamente, un bellissimo ricordo di quella stagione 1978-1979, per l’importantissima vittoria, ma soprattutto, in particolare, per il gruppo che eravamo che, a distanza di così tanto tempo, è sempre legato da profonda amicizia”.
Cinque gol in quella stagione in cui non eri l’attaccante che poi tutti hanno conosciuto. 
“Ero la terza punta, davanti c’erano Magara e Tellini, ma ho sempre cercato di farmi trovare pronto, pur giocando, in quella stagione, più da esterno che da finalizzatore, però qualche gollettino, importante, lo feci  anche allora”.

Foto sotto: alcuni artefici di Città di Castello e Sansepolcro: in piedi: Tosti, Bonfante, Mambrini, Chiasserini, Magara, Berghi, Facchin, Ciolfi. Accosciati: Balducci, Rossi, Bruscaglia, Mearini, Tricca, Tellini, Giulianini, Guazzolini.
E il calcio di oggi è molto diverso da quello di 40 anni fa?
“Fare paragoni è sempre difficile, è cambiata la preparazione, sono diversi gli schemi di gioco, atleticamente è variato parecchio, ma 40 anni fa vedevi partite che sotto l’aspetto tecnico non hanno paragone con oggi; quella serie D era il trampolino di lancio per la B oppure la serie A. Ricordo che ho partecipato a raduni dove c’erano, come attaccanti Barbuti e Gritti, mentre in mezzo al campo avevamo Mazzoni del Prato. Fior fiore di giocatori, per non dimenticare poi, in futuro, anche Ottoni, tutti elementi che in A si sono trovati a loro agio. C’era, in parole povere, meno differenza tra la serie A e la serie D, ricordo, infatti, che giocavamo contro Palermo, Lecce, Bari, sempre in amichevole, e davamo filo da torcere a questi avversari. Non eravamo, in pratica, il classico sparring partner, anzi.”
E poi il tifo…
“Era una cosa indescrivibile, quello che avevamo a sostenerci ogni domenica. Tanta gente allo stadio, poi i commenti a fine gara, l’appuntamento al bar per le considerazioni e le classifiche, ma non c’era, allora, quella che è una vera e proprio tempesta calcistica di oggi, con le partite che troviamo quasi tutta la…settimana. Quello di 40 anni fa era tutto un altro mondo.”
E parliamo di quella partita con il Città di Castello.
“Quella che vincemmo con il gol di Magara è sempre nei miei ricordi, battere, dopo tanti anni, i biancorossi, resterà un momento indelebile. Ma vorrei anche soffermarmi sulla partita della….riappacificazione a fine campionato. Da festa dell’amicizia, se non ricordo male, si trasformò in mega rissa sia sugli spalti che in campo. Il campanilismo, allora c’era, eccome. Non mi ricordo se fu interrotta o meno, fatto è che entrambe le squadre la giocarono non proprio…amichevolmente.”
Per chiudere, Mario, eri della stessa nidiata che sfornò quei giovani bianconeri che tanto hanno dato al calcio a Sansepolcro.
“Se ti riferisci a Becci, Mearini, Testerini, Rossi, o meglio Lampino, sì, ti confermo, eravamo dello stesso gruppo e con loro sono sempre rimasto legato da un rapporto fraterno, ma conservo gran bei ricordi anche dai rivali tifernati. Vorrei infatti dirti che, alcuni giorni fa, ne ho incontrati alcuni, che ancora non disdegnano di dare qualche calcio al pallone e la gioia di rivederci e incontrarci di nuovo è rimasta intatta, grazie a quella amicizia che ci unirà sempre”.

San Giustino perde in Puglia

Dopo aver conquistato la seconda piazza, San Giustino in A3 maschile di pallavolo perde in Puglia con Casarano per 3-2, ma conquista un punto per la classifica. 

Le gare della prima di ritorno
Bari-Macerata 2-3
Casarano-San Giustino 3-2
Lagonegro-Modica 3-0
Marcianise-Napoli 2-3
Fano-Lecce 3-1 
Sorrento-Sabaudia 3-2
Riposa Palmi

CLASSIFICA:
Macerata 33
Fano 25
Lagonegro 25
San Giustino 24
Palmi 22
Sorrento 21
Casarano 19
Lecce 18
Modica 17
Napoli 16
Bari 12 
Marcianise 11
Sabaudia 9

Che ci dice Bonura

Oggi, 30 dicembre, il Sansepolcro ha disputato l’ultima amichevole ad Umbertide contro l’Agape che milita in prima categoria umbra e il 7 gennaio affronterà il Pistrino, fuori casa, nel derby. 
Bonura, tecnico del Sansepolcro, sentiamo cosa ci dice:
” Ho impiegato tutti i disponibili, non c’erano Essoussi che ancora ha qualche acciacco Ferri Marini influenzato e Fremura che ha un problema alla caviglia ma la squadra ha girato bene, è stato un allenamento proficuo”.
Risultato?
” Beh, per quello che conta, abbiamo vinto 5-0 con reti di Fracassini, Piermarini, Cicognola, Orlandi, Del Siena”.
Ed ora, come ha detto il ds Monni, arriverà un attaccante al Sansepolcro?
” Monni ha, giustamente evidenziato, che per completare la squadra manca un attaccante, ma come ha detto anche lui, deve fare al caso nostro, altrimenti siamo a posto così. Voglio precisare e ho letto che Monni la pensa come me, non prenderemo uno tanto per fare numero, questo è chiaro, avremo tempo sino al 5 gennaio 2024 per le rescissioni, poi, eventualmente gli svincolati al 30 novembre 2023. Ma sono molto contento di come siamo attualmente. Oggi abbiamo avuto una bella esperienza, tutti si sono espressi come vorrebbero ed ho impiegato quelli che ho a disposizione”.
La settima entrante allenamenti regolari?
” Esatto”.
Poi arriva il Grosseto:
” Primo o poi dovevamo incontrarlo, meglio togliersi questo dente. Del resto abbiamo dimostrato che con la Pianese, attuale capolista, possiamo giocarcela con tutti. Ci servono punti. Grosseto o non Grosseto:”
Il terreno di gioco del Buitoni ?
“Fammi un’altra domanda. A parte gli scherzi. Da quello che era sino a pochi anni fa un terreno eccezionale, che assorbiva acqua e non lasciava tracce, ora purtroppo ci sono buche dovute alla pioggia e ai tacchetti, ovunque, cercheremo di far buon viso a cattiva sorte anche se il non giocarci in questo periodo, ha influito positivamente, ma sono convinto che quando vi ritorneremo, avrà i suoi problemi:”