Due chiacchiere con Pierluigi Marzorati, il Baggio della pallacanestro italiana

Pierluigi Marzorati, da tutti definito il Baggio del Basket, era a Sansepolcro in occasione dello Special Olympics Unified Youth Basketball Tournament che ha coinvolto 240 atleti e 16 nazioni europee e ragazzi con e senza disabilità intellettive. La 1^ edizione del Torneo Europeo di Basket Unificato Special Olympics, ha visto partecipare oltre a Sansepolcro anche Anghiari e Città di Castello e nella giornata conclusiva, odierna, abbiamo incontrato proprio Pierluigi Marzorati che assieme al giornalista Rai Ugo Russo, oramai di casa a Sansepolcro, è stato presente in una giornata che ha visto un palazzetto dello sport stracolmo di pubblico.
Marzorati, chiediamo, il calcio è cambiato anche se l’Olanda di una volta, quella di Cruijff, Neskens, Rep, Kroll, son convinto che farebbe un sol boccone delle attuali nazionali, la pallavolo è mutata negli ultimi anni con la velocità ed un arbitro che conta sempre meno, ma il basket è cambiato?
“Direi che è peggiorato, a mio parere, ci dice Marzorati, è peggiorato tecnicamente, ma migliorato fisicamente. Mi spiego meglio. Adesso sono tutti super atleti, ma la tecnica latita. Poi sino che esisteranno i tiri da tre punti non sarà più la pallacanestro di una volta. La Federazione mondiale deve fare in modo di togliere questi benedetti tiri da tre punti oppure deve allungare il campo di gioco,  quindi anche la possibilità di tiro.”
Contrario al 100 per cento.
“Assolutamente sì, se il giocatore indovina la giornata buona i tre punti risolvono una gara, ma se la giornata è no, c’è veramente da ridere. Per cui, per me, il basket è solo con i due punti in palio ad ogni tiro.”
Ed oggi questo torneo Special Olympics Unified Youth Basketball Tournament ?
“Fantastico. Esprime la gran voglia di questi ragazzi di giocare a basket, di proporsi, di sentire il pubblico vicino, e di mettere da parte tutti i problemi. Peccato che dalla Federazione Italiana non ci sia il giusto seguito. Del resto sono in tanti i tesserati, anzi vorrei dire i medagliati italiani che sono vicini al basket e sono in Federazione, per cui la loro presenza qui, ma anche in altri campi, mi sembrerebbe obbligatoria. Non si può contare sempre sull’amicizia di qualcuno o sui buoni rapporti, penso che la Federazione dovrebbe essere molto più presente e dedicare spazi importanti a questi giovani e alle società che si impegnano con loro”.

Nella foto sotto il sottoscritto tra due giganti del Basket e del Giornalismo: Pierluigi Marzorati e Ugo Russo

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