4 maggio 1949 la tragedia di Superga dove perì il Grande Torino

La tragedia di Superga dove perì tutto il Grande Torino, 72 anni fa, il 4 maggio 1949
Una squadra fantastica: In porta Bacigalupo, a destra Ballarin,  a sinistra il giovane campione Virgilio MarosoRigamonti è il mastino difensivo, supportato dai due mediani Grezar e Martelli, che hanno nell’esperto  Castigliano e nel giovane Fadini le loro alternative. Le due mezzali, Loik Valentino Mazzola sono le colonne portanti di quella grande squadra. Davanti il tridente d’attacco vede Gabetto centravanti, con esterni  Romeo Menti Franco Ossola.
Il Torino è invitato in Portogallo e il 3 maggio, giorno di Festa nazionale portoghese, in cui si celebra l’anniversario della scoperta del Brasile, la squadra va a Lisbona per giocare contro il Benfica.
Dopo la partita i giocatori vollero ripartire subito da Lisbona per l’Italia, e il FIAT G.212 riparte alle 14.50 da Barcellona dove aveva fatto scalo per il carburante, ma anziché dirigersi a Milano Malpensa, come inizialmente programmato, fa rotta diretta per l’aeroporto di Torino-Aeritalia. Ma chi ha deciso il cambio di destinazione? Rimane un mistero.
All’altezza di Savona l’aereo vira verso nord, e si prevede arrivi a Torino nel giro di mezzora. Sta di fatto che nel capoluogo piemontese il tempo è pessimo, con nuvole basse e fitte che ricoprono il cielo,  pioggia battente, forte vento e l’aereo, anziché con la pista di atterraggio, si allinea fatalmente con la Collina di Superga:  il forte libeccio avrebbe spostato di qualche grado l’angolo di approccio alla pista, inoltre l’altimetro questo lo si scoprirà nelle indagini che seguiranno l’incidente, è impazzito, bloccandosi a quota 2000 metri, mentre in realtà il velivolo si trova a soli 600 metri da terra
Il pilota è indotto in errore e si vede sbucare davanti la basilica all’improvviso e con una velocità di 180 chilometri orari non può più far nulla. Sono le 17.03 del 4 maggio 1949 e il trimotore FIAT G.212 con a bordo il Grande Torino si schianta contro il terrapieno della Basilica di Superga, avvolta in una fitta nebbia 
Alle 17.05 Aeritalia Torre chiama non ricevendo alcuna risposta.
Ancora oggi resta il mistero su quanto accaduto. Nello schianto avevano perso la vita Bacigalupo, Aldo e Dino Ballarin, Bongiorni, Castigliano, Fadini, Gabetto, Grava, Grezar, Loik, Maroso, Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Operto, Ossola, Rigamenti e Schubert, i 18 giocatori del Grande Torino che avevano preso parte alla trasferta a Lisbona. Con loro erano morti il D.g. Agnisetta, il consigliere Civalleri, il Direttore Tecnico Egri Erbstein, l’allenatore Lievesley e il massaggiatore Cortina, i tre giornalisti al seguito: Casalbore, Cavallero e Tosatti, l’organizzatore Bonaiuti e i 4 membri dell’equipaggio, fra cui il comandante Meroni.
Notizie in parte prese da goal.com

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