Possiede un entusiasmo contagioso Emanuele Monni: il nuovo d.s. del Città di Castello si è buttato a capo fitto nell’avventura, mettendosi subito al lavoro di concerto con mister Antonio Armillei. C’è da mettere in piedi un organico che non fallisca l’obiettivo di tornare a stretto giro in serie D, riannodando il filo del progetto di condurre il club nel calcio che conta (che ha subito un brusco intoppo…) : “Sì, non c’è tempo da perdere – afferma convinto – ‘presto e bene’ dev’essere il nostro mantra: non abbiamo margini di errore, c’è da ricostruire un ambiente depresso dopo l’inopinata retrocessione, e ci spenderemo in tal senso al massimo delle nostre possibilità”. Compito arduo dunque: mai avuto dubbi nell’accettare il delicato incarico? “Ma scherziamo? Quando chiama una società tanto prestigiosa, si corre a piedi fino in sede, dovunque tu sia… Non mi aspettavo di venir scelto, però devo ammettere che ci speravo assai, specie dopo aver visto che Antonio era l’allenatore: è una bella responsabilità, ma l’affronto con spirito altamente positivo”… Che idee avete per i giocatori da acquisire alla causa? Qualcuno da Sansepolcro, ad esempio, potrebbe arrivare? “Intanto fammi esprimere tutta la mia gratitudine al sodalizio biturgense, per aver creduto nel sottoscritto: restero’ sempre un loro gran tifoso… Per il resto, ti dico che saremo vigili sulla situazione: può darsi che qualcuno fra i bianconeri non venga confermato per la categoria superiore, ed allora ne potremo parlare”. In conclusione, cosa ti senti di dire alla piazza? “Stateci vicini, abbiamo bisogno della gente: capisco che la delusione per com’è andata la scorsa stagione sia tanta, ma dobbiamo credere nel riscatto. Noi all’interno anzitutto : è necessaria una piena unità fra le varie componenti societarie, e solo in tal maniera si può creare un gruppo. Si vince tutti assieme, non ci sono altri modi o scorciatoie: e noi abbiamo la piena e totale intenzione di farlo! “. Bene: non c’è… uno senza due, potremmo dire in riferimento al tandem Armillei-Monni. Vabbè, la massima non recita esattamente così: ma la adattiamo ben volentieri…
Nelle foto sotto: Monni e Armillei quando erano al Sansepolcro


Grazie a Renato Borrelli
Fra le novità di quest’anno, la conduzione tecnica della squadra giallorossa: Chimenti aveva riconfermato Davide Mezzanotti che però, a causa di impegni professionali, è stato costretto in questa circostanza a rinunciare e allora è Simone Loddi a ricoprire la duplice veste di dirigente responsabile e di allenatore. Confermato anche il duo di Porta Fiorentina, con Stefano Vannini dirigente responsabile e Paolo Valori tecnico della compagine viola. Relativamente alla gara, vige il regolamento originale del 1935, che però è stato attualizzato ai tempi di oggi in base a causali di ordine logico, che 88 anni fa non potevano essere previste. Ricordiamo che al termine dei 90 minuti di gioco, se il risultato fosse di parità, verranno disputati due tempi supplementari di 15 minuti ciascuno e, in caso di ulteriore parità, il verdetto sarà affidato ai calci di rigore. Subito dopo l’epilogo del match, verrà consegnato al centro del campo l’ambito Palio storico assieme al trofeo dell’edizione 2023 per la squadra vincitrice, offerto anche quest’anno dal quotidiano online Saturno Notizie. Nei prossimi giorni verranno comunicati i nominativi della terna arbitrale e le due liste dei convocati, con preliminare controllo delle posizioni dei singoli giocatori e della causale che consente loro di poter disputare la stracittadina. Perché Porta Romana-Porta Fiorentina è da sempre una partita diversa dalle altre. Ricordiamo tra i direttori di gara anche Michelotti, Giunti, Ciacci e tanti illustri fischietti. 




