Dimissioni che lasciano il segno.

Francesco Pasquetti ha dato, come abbiamo riportato giorni fa, il 30 dicembre 2024 le dimissioni dalla Dukes basket. “Con la presente, recita quanto spedito, faccio a voi presente le mie dimissioni con effetto immediato da qualsiasi incarico operativo (Team Manager e Direttore Sportivo Prima Squadra, Dirigente Accompagnatore Prima squadra) da me attualmente ricoperto, nonché come membro del consiglio direttivo di suddetta società, invitandovi a procedere alla volture relative con le istituzioni apposite riguardo il mio nominativo, dandomene quanto prima notizia.”Ciò che abbiamo diffuso ha fatto, naturalmente, scalpore: Francesco Pasquetti è stato, infatti, la bandiera del basket a Sansepolcro. Con lui sono nati e cresciuti tanti personaggi che hanno fornito molto alla città pierfrancescana nel mondo della pallacanestro, prima come Endas, ora come Dukes. Lo abbiamo incontrato per saperne le motivazioni che lo hanno portato a questo gesto.
“Innanzitutto, ci ha detto, auguro alla Dukes di salvarsi in questa serie C, visto che la squadra è forte e tutti si meravigliano che occupi, attualmente, questa posizione in classifica, spero che si salvi valorizzando, al tempo stesso, i giovani locali”.
Ci sarà o ci saranno dei motivi che ti hanno portato a questa decisione?
“Nel rinnovo generale, erano partiti nell’estate del 2024, l’allenatore Mameli che aveva costruito una squadra con la S maiuscola, il suo vice Lucifero, oltre al ds Corvina che aveva chiamato giocatori che ora sono in serie B o lottano in categoria per vincere il campionato. Sono stato quindi invitato a creare una nuova squadra. La costruzione non è stata semplice ma alla fine assieme a Maurizio Cristini siamo riusciti a mettere insieme una buona squadra fatta di elementi giovani di categoria, giovani del posto e qualche giocatore locale di rientro dopo le belle esperienze l’anno passato in promozione umbra. Ma, visto l’andazzo, prima di me se ne è andato il tecnico Maurizio Cristini che avevo portato ed aveva svolto un bel lavoro, lo scorso anno a Città di Castello,  dato che fin da subito era emerso che in questa Società non si potevano prendere decisioni, mancando una organizzazione coordinata in ruoli, funzioni e gerarchie, facendo emergere difetti di guida tecnica, nonostante ci siano giocatori di livello superiore ma mal impiegati o non utilizzati cosi come tutto il mondo del basket toscano ci riconosce. E’ un continuo voler prevaricare le decisioni che spettano al Direttore Sportivo, adducendo ragioni di collegialità che non trovano spazio sia a livello societario che tecnico, visto che  per andare in tal senso si prendono decisioni contro le decisione del direttore sportivo, squadra e società stessa. È molto difficile lavorare autonomamente per il bene della Prima squadra, della Società e di tanti giovani presenti anche nel settore giovanile i quali iniziano ad avere malumori a causa di politiche scellerate ed a volte poco comprensibili che portano a pessimi risultati”
Motivo tecnico e il Dio Quattrino quindi?
“Esatto, si è pensato più a prendere decisioni per far si di piacere a qualche dirigente e/o sponsor travalicando il mio lavoro, svolto volontariamente, e si è in pratica preferito dar fiducia ad un allenatore che ha poca esperienza, invece di andare e guardare, come Società, verso altri lidi dove competenza,  professionalità e capacità tecnica dimostrano i risultati ottenuti. La mia figura assieme a quella di altri miei collaboratori era stata chiamata appunto per far crescere  società e squadra ma oggigiorno ci ritroviamo a dover fare un passo indietro impossibilitati sia a livello di prima squadra che a livello giovanile di poter applicare quei principi per i quali eravamo stati chiamati. Mi auguro che vi sia un ravvedimento e soprattutto un cambio di rotta e di politica societaria per il bene del basket cittadino, altrimenti come sempre ci ritroviamo di fronte ad una attività ludico ricreativa, pseudo amatoriale che i vari tornei ed attività dimostrano, oramai da anni,  di soddisfare parte dell’ attuale dirigenza “.

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