Auguriamoci che quelle voci ventilate, da tempo, su alleanze o fusioni con la vicina Anghiari, di cui si è parlato anche nei bar cittadini, per un’Eccellenza da disputare assieme, finiscano presto, perché, a nostro modesto parere, troppo stretti sono i tempi di realizzo di una fusione per un torneo di Eccellenza Umbra che è alle porte, e per il quale non ci devono essere, ora come ora, distrazioni.
Basta pensare che tra neanche 90 giorni si ripartirà con il calcio ufficiale, e, naturalmente, prima c’è da trovare il tecnico, ricostruire la squadra, la preparazione, le amichevoli, la Coppa e quindi il fischio d’inizio in terra umbra con una Società solida.
Voci che potrebbero riproporsi, quelle di una fusione, a nostro parere, per la stagione 2019-2020, con il rischio, comunque, di poter, anche, far finire in una delle due realtà, se non in entrambe, il calcio giocato. Siamo pessimisti sul progetto? In realtà sì, perché le esperienze passate tra Sansepolcro e Città di Castello insegnano, ma anche quelle in altre società, vedi in tempi ancor più lontani, l’Unione Valdinievole, o per restare ad oggi, tentativi naufragati nel vuoto e che hanno portato alla fine del calcio, ne sono testimonianza. Del resto il “pallone” in riva al Tevere è super frazionato da tempo, ma non è certo con fusioni varie che si può risolvere l’attuale crisi.

Presidente del Sansepolcro Marco Piccini
Si deve lavorare alla ricerca, almeno in casa bianconera, di persone disposte, oltre alla collaborazione diretta e volontaria, anche ad intervenire economicamente nel sodalizio presieduto da Marco Piccini.
Non scopriamo certo l’acqua calda, è vero, ma ci si deve muovere in tal senso perché il campionato è alle porte.

Stadio Buitoni
La cosa non è semplice, vedi anche ad Arezzo dove non è stato facile, attualmente, salvare la società del Cavallino. Ma anche Foligno, Città di Castello, le stesse Montevarchi e San Giovanni, insegnano, ma, allungando lo sguardo, con un pizzico di ottimismo, si vede come nella vicina Perugia lo abbiano capito, vincendo il titolo italiano di pallavolo maschile, e non è cosa di poco conto, anzi, mentre la squadra di calcio ha lottato per tornare in A, per cui la consapevolezza da parte di imprenditori, ci deve essere anche qui in riva al Tevere per non far finire quanto iniziato nel 1921.
Sansepolcro ha questa società calcistica che merita un grande rispetto e per la quale aziende solide sono tenute, secondo il nostro giudizio, a dare una mano. Ditte che lo possono fare ce ne sono e non sta a noi fare i nomi, del resto sono sotto gli occhi di tutti, e i titolari devono pensare che se il calcio finirà a Sansepolcro, la città vivrà un’altra storia.