Sabato ultima gara di campionato per San Giustino con l’opportunità, ospitando Cesena al PalaVolley, di scavalcare le romagnole e conquistare il sesto posto in classifica nel quarto anno consecutivo di B1. In attesa che a conclusione del campionato a parlare sia il presidente Marco Brozzi, il consuntivo spetta questa settimana al direttore sportivo Antonio Leonardi.
Voto a San Giustino.
“Bisognerebbe assegnare due distinte valutazioni – risponde Leonardi – perché in casa abbiamo incamerato 29 punti sui 36 finora disponibili e quindi il giudizio è più che positivo. Oserei dire ottimo, mentre in trasferta, con 13 punti su altrettante gare, è decisamente insufficiente”.
Motivo di questo gap?

Leonardi
“Semmai, posso indicare un limite emerso in qualche frangente: il gruppo ha dimostrato di essere unito, ma più fuori dal campo che dentro, nel senso che durante le gare esterne uno spirito più di squadra ci avrebbe permesso di fare meglio. Tutti aspetti che, sommati, hanno inciso sul risultato finale. Se noi siamo settimi, pur con la possibilità di tornare sesti, vuol dire che questa è la nostra collocazione, anche se rimane il rimpianto, perché giocando meglio fuori casa avremmo potuto disputare i play-off, le potenzialità c’erano, né credo che sia stata una questione di organico ridotto”.
E sabato si chiude con Cesena
“La sconfitta nel derby contro Trevi ci ha precluso la possibilità di chiudere al quinto posto e quindi l’unico obiettivo che rimane alla nostra portata è il sesto, che sarebbe sicuro in caso di vittoria. Giocando in casa e con l’atteggiamento sempre tenuto al PalaVolley, non dovremmo avere timori di sorta”.

Mezzasoma
E da lunedì prossimo, società già al lavoro per programmare la prossima stagione, cercando di smantellare il meno possibile l’ossatura per poter puntare in alto?
“A dire il vero, ci stiamo già muovendo: la nostra intenzione è quella di confermare le atlete con cui riteniamo di poter effettuare il salto di qualità, ma dovremo fare i conti anche con i sopraggiunti impegni di lavoro delle singole, verso i quali c’è il massimo rispetto. Nuove e legittime priorità, che potrebbero però mal conciliarsi con la prosecuzione dell’attività agonistica a determinati livelli”.