
Claudia Stincone
Orizzonte più sereno in casa Sia Coperture San Giustino, nonostante lo 0-3 di Sassuolo. Se dunque si attendeva una risposta dopo il black-out con San lazzaro, questa c’è stata: ora però è giunto il momento di ricominciare a muovere la classifica. Un’analisi condivisa anche da Claudia Stincone, regista della Sia Coperture: “Ci siamo ritrovate come squadra ed era comunque importante – dice la palleggiatrice pugliese – perchè contro San Lazzaro avevamo perso la cognizione di gruppo. Invece, abbiamo dimostrato che il gruppo esiste ed è vivo: dobbiamo lottare con umiltà per poi essere premiate sul campo. È già positivo il fatto che una nostra compagna, Anna Lucia Iacobbi, si sia subito inserita nei meccanismi pur dovendo, all’ultimo momento, sostituire Sara Giuliani, alla quale faccio i miei più affettuosi auguri, come positivo è il fatto che dopo aver buttato via il secondo set a Sassuolo, non abbiamo subito alcun tipo di contraccolpo: vuol dire che con la testa ci stiamo e che le difficoltà ci stanno rafforzando”.
La sensazione è che se San Giustino avesse fatto sua la seconda frazione in terra emiliana, forse avremmo potuto assistere ad un’altra partita.
“Diciamo che anche il Sassuolo, nonostante possa contare su pedine di grande esperienza, ha dimostrato qualche lacuna; certamente, essere andate sull’1-1 ci avrebbe iniettato una ulteriore dose di fiducia”.
E in terra di Emilia, si è vista una Claudia Stincone capace di assortire le proprie scelte in regia fra bande e centro.
“Intanto, mi ero prefissata di giocare più al centro, perché sia a Moie che in casa contro San Lazzaro avevo optato di meno per questa soluzione. C’è tuttavia una spiegazione: a Sassuolo, la ricezione è stata moto più stabile e ordinata e quindi mi ha trasmesso una maggiore sicurezza. Poi – si sa – più la ricezione è precisa, meno la palleggiatrice deve viaggiare per il campo e più tempo ha per ragionare quando deve alzare la palla”.
Sabato 11 novembre arriva la neopromossa Empoli e dovrà essere a tutti i costi riscossa. “Senza dubbio: il risultato starà più che mai davanti a qualsiasi altra ragione, anche al gioco”.