Il Città di Castello vuol risalire

Il Città di Castello, nato per vincere il campionato, si trova ora relegato in zona play out dell’Eccellenza Umbra. E dire che la squadra c’era, ma qualche cosa forse non ha funzionato. 
“E’ una bruttissima classifica, a parlare è mister Armillei che guida il Città di Castello, all’inizio avevamo altre prospettive, ma se siamo in questa classifica, vuol dire che abbiamo anche dei liniti.” 
Queste parole dopo la gara di Castiglion del Lago e prima dell’arrivo dei nuovi biancorossi: Sylla, Tersini e Cusanno. Tra gli arrivi anche quello del preparatore atletico Valerio Campriani dal Sansepolcro. In partenza il portiere Mazzoni a lungo infortunatosi, i difensori Carnicelli e De Vitis oltre al centrocampista Paladino. Alle porte la trasferta di Terni dove i biancorossi di Armillei affronteranno l’Olympia Thyrus, altra squadra che vuole togliersi di dosso l’attuale posizione di classifica.
 

Ed ora tocca a Facchin

La città di Sansepolcro festeggiava la squadra in C2 dopo un Campionato entusiasmante nella stagione 1978-79. Riviviamo con Claudio Facchin una intervista di cinque anni fa. Che questa sia di buon auspicio, si augurano gli sportivi, per una salvezza del Sansepolcro a 45 anni di distanza da quel trionfo.

INTERVISTA DI 5 ANNI FA
“Quanta gente c’era allo stadio. Le gradinate e la tribuna del Buitoni erano sempre strapiene e il tifo era incessante”. 
A parlare è Claudio Facchin, uno di quei giocatori che è rimasto e rimarrà nella storia della Sansepolcro calcistica, uno di quelli che può dire a chiare note:” Io c’ero”.
Centrocampista, il 10 di una volta, in cabina di regia, sempre testa alta in mezzo al campo, autore di due reti nel campionato 1978-79, quello della Promozione in C2.
Facchin e quella squadra che, 40 anni fa, vinse assieme al Città di Castello la serie D ed approdò, per la prima volta nella storia calcistica bianconera, tra i professionisti, in C2.
Non è originario di Sansepolcro, nato nel 1952 a Torino, ma che…….biturgense lo è poi diventato, a tutti gli effetti, sposando la signora Silvana Frullani, biturgense doc.
“Ora sono da qualche mese in pensione, ci dice, ma il ricordo di quel campionato è sempre vivo. Anzi, mi sembra ieri. Sono stato, in questi giorni, a Città di Castello, nel negozio di Tellini (altro di quei giocatori 78-79 ndr) e indovina di cosa abbiamo parlato?”
Dimmelo tu.
“Di quella squadra, di quel Sansepolcro che, a mio parere, è stato straordinario”.
Un bel gruppo.
“A partire dai giovani, quelli che arrivavano da fuori, vedi Bruscaglia e Balducci, ma anche quelli locali, i vari Mearini, Becci, Testerini, Barculli, tanto per citarne alcuni. Adesso le società hanno, giustamente, l’obbligo di impiegare i ragazzi, allora il posto te lo dovevi conquistare”.
Diverso il calcio di quei tempi con quello di oggi.
“Molto, 40 anni fa era più tecnico di adesso”.
Ti ricordi qualche partita in particolare?
“Due di sicuro; la prima a Molinella, dove mister Grassi continuava a dirci, alla vigilia, che la gara sarebbe stata molto difficile, che gli avversari erano forti. Vincemmo con una facilità, quasi disarmante. Capimmo che eravamo un gran bella squadra. E poi mi ricordo di quel successo a Città di Castello, che non arrivava da più di venti anni, ma la rete di Magara fece scoppiare di gioia il lato dove erano i nostri tifosi”.
E poi i festeggiamenti con l’amichevole proprio a Città di Castello.
“Doveva essere la partita dell’amicizia…….Volarono tante di quelle botte, tra le due squadre, alla faccia dell’amicizia. Tellini e Mambrini ne sono……..testimoni”.
Tu sei diventato, da quella stagione, un altro biturgense doc.
“Ero partito come giocatore a Parma, fui ceduto in prestito al Città di Castello, conobbi la mia futura moglie e chiesi di rimanere in zona. Fui ceduto, invece, al…Cuneo, dove disputai, in un’amichevole contro il Torino, una partita che lasciò tutti sbalorditi. Rimasi quindi un anno a Cuneo, ma alla fine, la stagione successiva, riuscii ad arrivare a Sansepolcro”.
Claudio, grazie per la chiacchierata, ma ti abbiamo interrotto mentre forse guardavi una partita in Tv?
“Non ti preoccupare, quando posso guardo l’Atalanta”.
L’Atalanta????
“Sì perché Gasperini, tecnico dei neroazzurri bergamaschi è mio cugino diretto”.
Il calcio è proprio nel sangue in questa famiglia, visto che Claudio ha smesso di giocare a 42 anni e che è il suocero di Iozzia, anche lui ex bianconero, che ha militato nel Foggia di Zeman ed ora ha guidato, in difesa, il Città di Castello alla vittoria in campionato, anche lui alla bella età di 35 anni.

nella foto sotto: in piedi Facchin sorridente è il quarto da destra

Sansepolcro 1978-79 tris

Tra poco sono 45 anni

Sansepolcro e Città di Castello tra qualche mese celebreranno la loro promozione in C2 a distanza di 45 anni.
Ecco i nomi delle due squadre che trionfarono nella serie D 1978-1979:
Giocatori Sansepolcro:
Balducci Claudio,  Barculli Mario, Becci Ivano, Berghi Andrea, Bonfante Giorgio, Bruscaglia Mario, Chiasserini Fernando, Ciolfi Moreno, Colavetta Nereo, Facchin Claudio, Giulianini Claudio, Landi Luca, Magara Olinto. Mearini Oriano, ,Rossi Alessandro, Tellini Alessandro, Testerini Franco , Tricca Giuseppe.
Presidente Cesari Marino 
Allenatore Silvano Grassi
Vice Allenatore: Del bene Settimio
Direttore Sportivo Efrem Dotti,
Massaggiatore Emilio Mattei 
Medico Sociale: dott, Nucci Pietro
Segreteria: Robustelli Domenico
Dirigenza:
Belloni Gianfranco
Cesari Marino 
Guazzolini Lorenzo
Staff:
Giorni Sauro
Alcuni purtroppo ci hanno lasciato:
Grassi Silvano (allenatore)
Dotti Efrem (direttore sportivo)
Mattei Emilio (massaggiatore)
Dott. Nucci Pietro (medico sociale)
Robustelli Domenico (segreteria)
Il Città di Castello trionfò con : 
Giocatori:
Silvestro Baldacci; Gianluca Baracco; Giuseppe Bernicchi; Massimo Bistarelli; Roberto Borsi; Roberto Briganti; Fabio Calderini; Mario Catalucci; Giorgio Casciarri; Fabrizio Cerini; Antonio Donato; Stefano Fabbri; Pietro Locchi; Gianluca Luconi; Giuliano Mambrini; Antonio Pastorello; Silverio Rico; Dante Selvi; Francesco Sfrappini; Giuseppe Stefanetti; Sandro Tosti, Paolo Valori. 
L’allenatore era Luigi Milan (da poco scomparso), con il vice Giulio Vitaloni e il direttore sportivo Fiorenzo Luchetti, il medico sociale Gianfranco Bellini e il massaggiatore Franco Milli.
Il presidente Azelio Renzacci (scomparso alcuni anni fa) aveva come dirigenti Silvano Ciani, Nazzareno Boriosi, Italo Cesarotti, Sergio Seroni, Valentino Mercati, Fabio Nisi, Paolo Duccio Ducci.

UN SOGNO CHE DIVENNE REALTA’.
Se ci siamo dimenticati di qualcuno ce ne scusiamo e siamo qui per rimediare. Grazie

A tu per tu con Mario Barculli

Dopo Magara e Bonfante, proseguiamo la nostra carrellata di cinque anni fa, parlando con l’attaccante Mario Barculli che nella stagione 78’79 aveva 21/22 anni. Tra poco saranno 45 anni che il Sansepolcro approdò in C2 e per la squadra di ora che vuole salvarsi, il 2024 che sta per arrivare sarà, di questo gli sportivi ne sono certi, uno sprone in più per ottenere la salvezza. Ricordiamo che l’intervista è di 5 anni fa.

Foto sopra: Barculli in alto, in piedi, è il terzo da destra

Finisce proprio oggi, 19 aprile, 62 anni, ed anche lui è uno di quegli artefici del successo del Sansepolcro; parliamo di Mario Barculli, attaccante, classe 1957, che era nella “truppa” di Silvano Grassi che conquistò, 40 anni fa, la promozione in C2, la prima ed unica, nella storia della Sansepolcro calcistica.
Auguri, naturalmente Mario, ma a distanza di 40 anni….
“Grazie anche dell’opportunità, festeggio i 62 anni, con, onestamente, un bellissimo ricordo di quella stagione 1978-1979, per l’importantissima vittoria, ma soprattutto, in particolare, per il gruppo che eravamo che, a distanza di così tanto tempo, è sempre legato da profonda amicizia”.
Cinque gol in quella stagione in cui non eri l’attaccante che poi tutti hanno conosciuto. 
“Ero la terza punta, davanti c’erano Magara e Tellini, ma ho sempre cercato di farmi trovare pronto, pur giocando, in quella stagione, più da esterno che da finalizzatore, però qualche gollettino, importante, lo feci  anche allora”.

Foto sotto: alcuni artefici di Città di Castello e Sansepolcro: in piedi: Tosti, Bonfante, Mambrini, Chiasserini, Magara, Berghi, Facchin, Ciolfi. Accosciati: Balducci, Rossi, Bruscaglia, Mearini, Tricca, Tellini, Giulianini, Guazzolini.
E il calcio di oggi è molto diverso da quello di 40 anni fa?
“Fare paragoni è sempre difficile, è cambiata la preparazione, sono diversi gli schemi di gioco, atleticamente è variato parecchio, ma 40 anni fa vedevi partite che sotto l’aspetto tecnico non hanno paragone con oggi; quella serie D era il trampolino di lancio per la B oppure la serie A. Ricordo che ho partecipato a raduni dove c’erano, come attaccanti Barbuti e Gritti, mentre in mezzo al campo avevamo Mazzoni del Prato. Fior fiore di giocatori, per non dimenticare poi, in futuro, anche Ottoni, tutti elementi che in A si sono trovati a loro agio. C’era, in parole povere, meno differenza tra la serie A e la serie D, ricordo, infatti, che giocavamo contro Palermo, Lecce, Bari, sempre in amichevole, e davamo filo da torcere a questi avversari. Non eravamo, in pratica, il classico sparring partner, anzi.”
E poi il tifo…
“Era una cosa indescrivibile, quello che avevamo a sostenerci ogni domenica. Tanta gente allo stadio, poi i commenti a fine gara, l’appuntamento al bar per le considerazioni e le classifiche, ma non c’era, allora, quella che è una vera e proprio tempesta calcistica di oggi, con le partite che troviamo quasi tutta la…settimana. Quello di 40 anni fa era tutto un altro mondo.”
E parliamo di quella partita con il Città di Castello.
“Quella che vincemmo con il gol di Magara è sempre nei miei ricordi, battere, dopo tanti anni, i biancorossi, resterà un momento indelebile. Ma vorrei anche soffermarmi sulla partita della….riappacificazione a fine campionato. Da festa dell’amicizia, se non ricordo male, si trasformò in mega rissa sia sugli spalti che in campo. Il campanilismo, allora c’era, eccome. Non mi ricordo se fu interrotta o meno, fatto è che entrambe le squadre la giocarono non proprio…amichevolmente.”
Per chiudere, Mario, eri della stessa nidiata che sfornò quei giovani bianconeri che tanto hanno dato al calcio a Sansepolcro.
“Se ti riferisci a Becci, Mearini, Testerini, Rossi, o meglio Lampino, sì, ti confermo, eravamo dello stesso gruppo e con loro sono sempre rimasto legato da un rapporto fraterno, ma conservo gran bei ricordi anche dai rivali tifernati. Vorrei infatti dirti che, alcuni giorni fa, ne ho incontrati alcuni, che ancora non disdegnano di dare qualche calcio al pallone e la gioia di rivederci e incontrarci di nuovo è rimasta intatta, grazie a quella amicizia che ci unirà sempre”.

Che ci dice Bonura

Oggi, 30 dicembre, il Sansepolcro ha disputato l’ultima amichevole ad Umbertide contro l’Agape che milita in prima categoria umbra e il 7 gennaio affronterà il Pistrino, fuori casa, nel derby. 
Bonura, tecnico del Sansepolcro, sentiamo cosa ci dice:
” Ho impiegato tutti i disponibili, non c’erano Essoussi che ancora ha qualche acciacco Ferri Marini influenzato e Fremura che ha un problema alla caviglia ma la squadra ha girato bene, è stato un allenamento proficuo”.
Risultato?
” Beh, per quello che conta, abbiamo vinto 5-0 con reti di Fracassini, Piermarini, Cicognola, Orlandi, Del Siena”.
Ed ora, come ha detto il ds Monni, arriverà un attaccante al Sansepolcro?
” Monni ha, giustamente evidenziato, che per completare la squadra manca un attaccante, ma come ha detto anche lui, deve fare al caso nostro, altrimenti siamo a posto così. Voglio precisare e ho letto che Monni la pensa come me, non prenderemo uno tanto per fare numero, questo è chiaro, avremo tempo sino al 5 gennaio 2024 per le rescissioni, poi, eventualmente gli svincolati al 30 novembre 2023. Ma sono molto contento di come siamo attualmente. Oggi abbiamo avuto una bella esperienza, tutti si sono espressi come vorrebbero ed ho impiegato quelli che ho a disposizione”.
La settima entrante allenamenti regolari?
” Esatto”.
Poi arriva il Grosseto:
” Primo o poi dovevamo incontrarlo, meglio togliersi questo dente. Del resto abbiamo dimostrato che con la Pianese, attuale capolista, possiamo giocarcela con tutti. Ci servono punti. Grosseto o non Grosseto:”
Il terreno di gioco del Buitoni ?
“Fammi un’altra domanda. A parte gli scherzi. Da quello che era sino a pochi anni fa un terreno eccezionale, che assorbiva acqua e non lasciava tracce, ora purtroppo ci sono buche dovute alla pioggia e ai tacchetti, ovunque, cercheremo di far buon viso a cattiva sorte anche se il non giocarci in questo periodo, ha influito positivamente, ma sono convinto che quando vi ritorneremo, avrà i suoi problemi:”

Tersini al Città di Castello

Era del Città di Castello, poi un brutto infortunio, intervento al crociato ed ora è di nuovo a Città di Castello. Stefano Tersini, classe 1992, metterà la sua esperienza alla corte di Armillei. Un passato al Sansepolcro, poi Lerchi, Città di Castello ed ora di nuovo con i tifernati !!

Bonfante chiamato in….causa da Olinto Magara

Tra poco sono 45 anni che il Sansepolcro passò in C2, la squadra, invece, quest’anno deve salvarsi ed allora vediamo cosa ci disse Giorgio Bonfante, cinque anni fa, per il 40° anniversario dopo che Olinto Magara lo ha chiamato in causa. Servirà da sprone per i bianconeri di questa stagione? Gli sportivi se lo augurano.

Non è cambiato. È sempre l’estroso, simpaticissimo, Bonfante che tutti gli sportivi biturgensi si ricordano. Ora vive in Valdarno, ma ha sempre Sansepolcro presente nel cuore.
“Se è presente? Certo, ci dice, respiro ancora l’aria di quella splendida città in cui ho giocato per tre anni e in cui sono stato veramente bene e dove ho amici veri”.
E a proposito di anni, nel 2019 ricorrono i 40 della vittoria in serie D e dell’approdo del Sansepolcro in C2; tu eri in quella mitica rosa.
“Non sono mica rin…to, certo che me lo ricordo e quella fu una stagione veramente da incorniciare, giocavamo un calcio che, oggi come oggi, è difficile da rivedere”.
A proposito, pensi che il gioco di allora sia diverso da quello odierno?
“Premetto che ora seguo il calcio molto poco, conservo però dei ricordi fantastici di quegli anni settanta, in particolare della stagione 78-79 in cui assieme al Città di Castello vincemmo il campionato. Il calcio, è vero, è cambiato, anche se non si possono fare paragoni precisi in proposito. Però mi ricordo, ad esempio, il giocatore nordirlandese George Best del Manchester United, un fenomeno. Sia di sregolatezza che di classe e, oggi come oggi, elementi come lui non ci sono più. Certo, campioni ce ne sono, ma a quei livelli, secondo il mio parere, non ne sono arrivati più”

Foto sotto: da sinistra a destra: il sottoscritto, Donato e Bonfante dal mitico Andrea Berghi
Che ricordi hai di quel campionato di 40 anni fa.
“Belli, mi ricordo le tagliatelle della mamma di Mario….”
Mario…
“Barculli, naturalmente, quando ero ospite da lui e dai suoi mi facevo delle mangiate incredibili. Mi ricordo Beppino del ristorante, di “Molotov”, di tutte le amicizie alle quali ancora tengo moltissimo. Ma il ricordo più bello, passando al calcio giocato, fu vincere, dopo tanti anni, a Città di Castello. Quelli sono momenti che assieme agli altri che ti ho detto, non si possono scordare. Quando la palla di Magara gonfiò quella rete, fu una cosa incredibile. Non me lo scorderò mai”.
E poi c’era il Buitoni, quello stadio che ha visto i trionfi tuoi e del Sansepolcro.
“Lo stadio dell’ombra, ecco un altro ricordo”.
In che senso dell’ombra?
“Nel primo tempo, in particolare nei periodi caldi, stavo sotto la tribuna, perché era una zona del campo ombreggiata”.
Ma nella ripresa?
“Chiedevo a Grassi di spostarmi, per motivi legati al nostro reparto avanzato, sempre sotto la zona della tribuna, così restavo…all’ombra”.
Sì, però avevi quei lampi di genio…
“Ora non esagerare, era tutta la squadra che andava alla grande, era un Sansepolcro che penso sia stato tra le più forti realtà calcistiche della storia bianconera. Giocavamo un calcio di altri tempi.”
Ed ora, questa estate ci dovrebbe essere anche una cena per festeggiare e suggellare questi 40 anni.
“Mi raccomando, avvisatemi in tempo, almeno una settimana prima”.
Hai tanti impegni?
“No, no, è che, come quando giocavo al calcio, prendo sempre le cose con calma, ma poi alla fine… “
Giorgio Bonfante, artista, ora artigiano, come si definisce lui, personaggio indimenticabile nella Sansepolcro calcistica dove arrivò nella stagione 1976-77 e mise a segno sei reti, era l’anno di Marchini capocannoniere bianconero, poi nel 1977-78 fu lui il miglior marcatore del Sansepolcro con 7 reti, quindi la storica stagione 1978-1979, con 8 centri, dietro a Olinto Magara. Ed ora la speranza di poterlo rivedere a Sansepolcro, questa estate, per festeggiare quella storica stagione 1978-1979.

Questo ciò che ci disse. Poi tornò a Sansepolcro per i festeggiamenti !!!

Si salverà il Sansepolcro ? Olinto Magara a distanza di 40 anni ed ora, con il 2024, sono 45 dalla C2

Tra pochi mesi saranno 45 gli anni in cui il Sansepolcro e il Città di Castello furono promossi in C2. Era infatti l’anno 1978-1979 e le due squadre della vallata ottennero, i biancorossi la prima posizione e il Sansepolcro la seconda e salirono in serie C. Che questo sia l’augurio di buon auspicio per la squadra di Sansepolcro al fine di ottenere, questa volta, la salvezza e restare in serie D. A distanza di 45 anni da quello che fu un evento ancora ricordato, gli sportivi sperano che il 2024 possa essere celebrato con la permanenza in serie D. Vogliamo ricordare quella splendida squadra con alcune interviste pubblicate dal nostro blog nel 2019. Partiamo con Olinto Magara, classe 1955, l’attaccante che oltre ad essere cannoniere del Sansepolcro, ridiede quella vittoria ai bianconeri nella terra tifernate dopo….. 
“Ci fu un lungo lancio, la palla recuperata a centrocampo, testa di Bonfante, gran giocatore, io aggancio e di sinistro batto, al volo, il portiere tifernate. Pochi secondi, un’azione rapida, pungente, velocità incredibile, tre passaggi e gol, grazie all’intuito di Bonfante”.
Questo ciò che ci disse Olinto Magara, sì, proprio lui, bomber bianconero, con 11 gol nella stagione 1978-79, che siamo riusciti a…rintracciare ad Alba, ma che quel gol se lo ricorda nitidamente: da quella rete arrivò in seguito il successo del Sansepolcro e la C2 di 40 anni fa.
“E come non potrei non rivivere quello storico momento, ci dice, è stata, per esecuzione, una delle più belle azioni nella mia carriera, con quel fenomeno, per la categoria, che era Bonfante; il mio tocco, di mancino, e gli spalti dello stadio di Città di Castello che vennero giù, naturalmente…. quelli di parte bianconera, dopo oltre venti anni; forse è stato uno dei miei gol più belli, se non il più bello in assoluto”.

Foto sopra: linea centrale, partendo da destra Magara è il terzo giocatore

E Bonfante?
“Giocatore sopra le righe… quel barbuto. Con lui c’era un affiatamento incredibile, bastava uno sguardo tra noi due e capivo già, prima che lo intuissero gli avversari, dove avrebbe messo la palla. Un centravanti di manovra, come si usava dire allora, ma per me resta un piccolo genio del calcio”.
Sei arrivato a Sansepolcro da Alba, ma tu eri originario di Tuoro sul Trasimeno se non sbaglio.
“Esatto, avevo i genitori che abitavano lì, ma la mia fidanzata, l’attuale moglie, era di Alba dove io giocavo in quel periodo”.
E come mai Sansepolcro?
“Ero un pallino di Dotti, Efrem Dotti, ds bianconero, che mi seguiva da tempo, quando ero in B, a Como, o in C a Reggio Calabria o Pistoia e mi avrebbe voluto con sé. L’occasione capitò a Coverciano con l’Under 21 dove c’erano i vari Novellino, Torrisi, Garella e via dicendo. Dotti sapeva che ad Alba il calcio, in quei tempi, stava per finire e mi propose un avvicinamento a Tuoro dove erano i miei genitori. E io accettai di buon grado, trasferendomi a Sansepolcro”.
Che ricordi hai di quella stagione.
“Nostalgia di un ambiente speciale, ricordi molto belli, era una società ricca di grande umanità, e, al tempo stesso, di tanta competenza con Dotti e l’allenatore Grassi”.
E la squadra?
Giocavamo veramente a calcio, un gran bel gioco del calcio. Azioni veloci, ficcanti, un calcio dinamico, con Bonfante che dettava i tempi, ma l’intesa era veramente in tutti i reparti”.
E il pubblico del Buitoni?
“Ci era sempre vicino, era caloroso come pochi, sapevamo di contare sul 12° uomo in campo, ma vorrei spendere due parole anche sulla gente di Sansepolcro, quella che incontravamo fuori, per il corso, dopo gli allenamenti. Gente discreta, che ti salutava, ma che capiva il tuo impegno e il tuo attaccamento alla maglia e non ti stressava più di tanto”.
E il calcio di ora?
“Molto diverso dal nostro, in quel 1978-79 c’era anche un rapporto umano, profondo. Ora penso che tutto sia troppo professionale, freddo, un lavoro, non un gioco e un divertimento”.
Che suggerimenti daresti.
“Che il calcio italiano, per riavere i talenti di una volta, deve partire dal movimento giovanile, cosa che sento dire sta accadendo a Sansepolcro; ripartire dalle scuole calcio, dando maggiore libertà ai ragazzi, senza frenarne l’estro, la qualità e l’entusiasmo.”
Un saluto a Sansepolcro.
“E’ una città, con la sua gente, con i suoi sportivi e con quella squadra, che mi sono rimasti nel cuore e, spero, un giorno di poterci tornare anche se non ho più i legami con Tuoro sul Trasimeno, ma un viaggio a Sansepolcro lo metto volentieri in…agenda e spero, prima o poi, di riuscirci. Auguri bianconeri!!!”.
Auguri Magara, leggenda del calcio a Sansepolcro.

Questa era una intervista che celebrava i 40 anni dalla promozione in C2. La permanenza in D dipende ora, dai ragazzi di oggi. Stagione 2023-2024

Emmanuele Monni ci svela i suoi segreti

Con Emanuele Monni, ds del Sansepolcro, o Vivi Altotevere Sansepolcro come preferite, facciamo due chiacchere.
Arriva Valori ?
” Io stravedo per Valori, ma mister Bonura ha bisogno di un altro tipo di attaccante, anche se Riccardo Valori è un signor giocatore e farebbe sempre comodo alla causa bianconera”. 
Allora arriva Valori:
“No, non fraintendetemi, io ho grande stima per Riccardo, ma il mister ha chiesto caratteristiche diverse da lui. Siamo alla ricerca di un attaccante, di una prima punta con determinate prerogative, un giocatore che davanti si possa ben integrare con quanto abbiamo, anche se siamo contenti di ciò che abbiamo fatto sino ad oggi.”
Ecco il punto, ma per il mercato di riparazione, per fare chiarezza con i nostri lettori, non c’era tempo sino al 22 dicembre?
“Esatto, ma per quanto riguarda le schede rescissorie abbiamo tempo sino al 5 gennaio, quindi possiamo ancora operare anche se, ripeto, siamo contenti di quello che abbiamo fatto.”
Ed ora la Società, che ambiente hai trovato?. 
“Splendido, adesso. Una Società che vuole salvarsi, programmando al tempo stesso il futuro del calcio a Sansepolcro. Presente e futuro”.
Ovvero.
” Ho trovato una Società affiatata e una squadra che meritano tanto; la squadra ? L’abbiamo rimodulata, Ci manca una punta ? Staremo a vedere, perchè l’attuale situazione ci aggrada molto. Se dovesse arrivare un nuovo attaccante dovrà integrarsi al meglio con Essoussi e Ferri Marini.”
E i giovani?
“Ligi è in fase di recupero, poi Buzzi e Pasquali sono pedine fondamentali e vanno a completare il nostro organico che darà, in questo girone di ritorno, con gli innesti arrivati, filo da torcere a chiunque:”
A proposito di Ligi….
“Ha avuto una infiammazione al tendine ed è rimasto fermo, ma dopo le cure necessarie pensiamo che a breve possa aggregarsi anche se non ha mai giocato in prima squadra. Contiamo, essendo anche un fuori quota, molto su di lui.”
A proposito di fuori quota….
“Sì, tornerà in bianconero un borghese doc, Gennaioli, classe 2005, a gennaio arriverà con noi.
Però domenica 7 gennaio arriva al Buitoni, il Grosseto.
” I denti malati vanno tolti subito. Quindi daremo l’anima per ottenere tre punti in palio anche se l’avversario sarà veramente tosto. Dobbiamo provare a fare punti importanti. La squadra c’è e si vede con i nuovi innesti. Sono convinto che i ragazzi daranno il cuore e l’anima non solo in questo match, ma il tutto il girone di ritorno.”
La classifica e il girone non sorridono però al Sansepolcro.
“E’ vero, l’andata è stata un bel peso, la classifica pure, ma con i nuovi arrivi che si stanno amalgamando al meglio con quanto abbiamo a disposzione, sono certo che i risultati arriveranno.”
Ligi in via di recupero, ma Civilleri?
“Si sta curando in Sicilia, Attualmente non è nello scacchiere anche se sempre tesserato con noi, Dovremo decidere entro il 5 gennaio se resterà in bianconero oppure no”.